Sentenza del 17/03/2017 n. 6902 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La società contestava tre richieste dell'Amministrazione dei Monopoli relative ad accise su tabacchi lavorati mancanti dai depositi fiscali o dispersi durante il trasporto. Dopo il rigetto in larga parte dei ricorsi da parte della Commissione tributaria provinciale e dell'appello, la società ha proposto ricorso per cassazione con dieci motivi. La Corte ha ritenuto fondato e assorbente il primo motivo: la sentenza d'appello aveva una motivazione apparente, limitandosi a dichiarare corretta e ampia la motivazione del primo giudice senza riprodurne le argomentazioni, esaminarle autonomamente o rispondere alle questioni sollevate, tra cui la richiesta di integrazione del contraddittorio nei confronti di ETI S.p.A.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso nei confronti del Ministero, compensando le relative spese, poiché il Ministero era estraneo ai gradi di merito. Ha invece accolto il primo motivo nei confronti dell'Amministrazione competente, dichiarando assorbiti gli altri motivi, cassato la sentenza della Commissione tributaria regionale e rinviato la causa alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione, per un nuovo esame e per la liquidazione delle spese.
Norme richiamate
D.Lgs. 9 luglio 1998, n. 283
La disposizione prevedeva la trasformazione dell'Ente Tabacchi Italiani da ente pubblico economico a società per azioni.
Legge n. 342 del 2000
È stata richiamata dai giudici di merito per escludere la debenza di una parte delle accise richieste.
Codice di procedura civile
Consente di denunciare in cassazione la nullità della sentenza per vizi processuali, tra cui la motivazione apparente.
D.Lgs. n. 546 del 1992
Impone alla sentenza tributaria di contenere una motivazione idonea a rendere comprensibili le ragioni della decisione.
Codice di procedura civile
Richiede al giudice di pronunciarsi sulle domande e sulle questioni ritualmente sottoposte dalle parti.
Disposizioni di attuazione del codice di procedura civile
Richiede una redazione concisa della sentenza, senza però consentire una motivazione meramente apparente o priva dell'indicazione delle ragioni della decisione.
Massime di principio
- Una sentenza d'appello può motivare per relationem richiamando la decisione di primo grado, ma deve comunque rendere comprensibili le ragioni per cui rigetta i motivi di impugnazione e deve svolgere una valutazione autonoma, anche sintetica.
- Il semplice richiamo alla correttezza o ampiezza della motivazione di primo grado, senza riprodurne o sintetizzarne i contenuti essenziali, può integrare motivazione apparente e comportare la nullità della sentenza.
- Il giudice deve esaminare le questioni rilevanti ritualmente proposte dalle parti; l'omessa considerazione di una richiesta processuale potenzialmente decisiva può determinare un vizio della decisione.
- La cassazione con rinvio non equivale a una vittoria definitiva sul merito: comporta l'annullamento della decisione viziata e la necessità di un nuovo esame da parte del giudice di rinvio.
- Un'impugnazione proposta contro un soggetto che non ha partecipato ai precedenti gradi di giudizio può essere dichiarata inammissibile nei suoi confronti.
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