Cassazione Penale, Sentenza n. 41637/2025 del 29/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza di appello che li aveva riconosciuti colpevoli per i reati relativi alla sottrazione e uso di una carta di credito trovata nel portafogli lasciato in un'auto parcheggiata. Hanno articolato tre motivi: 1) violazione di legge per aver ritenuto sussistente l'aggravante della violenza sulle cose (art. 625, comma 1, n. 2 c.p.) nonostante palesi solo alterazioni minime della serratura; 2) errore nel calcolo della pena per Moraru, con indicazioni contraddittorie sull'aumento per la continuazione; 3) violazione di norme processuali e difetto assoluto di motivazione per non essersi pronunciata la Corte d'appello sulla richiesta, avanzata dal difensore di Moraru, di sostituzione della pena con lavoro di pubblica utilità (art. 545-bis c.p.p.).
La decisione
La Corte di cassazione ha parzialmente accolto il ricorso. Sul primo motivo ha rigettato il gravame: ha confermato che l'aggravante della violenza sulle cose può essere riconosciuta anche per alterazioni limitate che compromettano la funzionalità (qui la serratura che "girava con difficoltà"), dunque la riqualificazione in furto aggravato è legittima. Sul secondo motivo ha accolto il ricorso di Moraru limitatamente alla determinazione della pena, ravvisando contraddittorietà nel calcolo dell'aumento per continuazione; ha annullato con rinvio la parte relativa alla quantificazione della pena detentiva per un nuovo giudizio su tale punto. Sul terzo motivo lo ha dichiarato inammissibile: la richiesta di pena sostitutiva non era stata validamente proposta dall'imputato (mancanza di consenso personale o di procura speciale), e la mera presentazione del difensore privo di procura speciale non soddisfaceva i requisiti di legge; pertanto la Corte d'appello non era tenuta a pronunciarsi su quella richiesta. In dispositivo: annullamento limitato per Moraru sulla determinazione della pena e rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Bari; per il resto rigetto del ricorso.
Norme richiamate
art. 624 cod. pen.
Norma sul delitto di ricettazione; nell'originaria imputazione era contestata la ricettazione, poi riqualificata in furto dalla Corte d'appello.
art. 625, comma 1, n. 2 cod. pen.
L'aggravante della violenza sulle cose comprende l'uso di energia fisica che provoca rottura, guasto, danneggiamento o altra alterazione (anche minima) che comprometta la funzionalità della cosa o eluda la sua funzione di protezione; è sufficiente un'alterazione che renda necessario un intervento di ripristino.
art. 493-ter cod. pen.
Norma sull'indebito utilizzo di strumenti di pagamento; applicata alla sottrazione e uso della carta di credito.
art. 619, comma 2 cod. proc. pen.
Norma che disciplina i motivi di cassazione proposti avverso decisioni di merito; utilizzata per impugnare il calcolo della pena in appello.
art. 545-bis cod. proc. pen.
Regola la procedura relativa all'applicazione delle pene sostitutive in sede di lettura del dispositivo; la Corte ha ricordato che la richiesta di sostituzione delle pene detentive deve essere proposta dall'imputato personalmente o a mezzo di procuratore speciale, e al più tardi in udienza di discussione del gravame.
art. 58, comma 3 legge n. 689/1981 (come modificato dal D.l.vo 19/03/2024, n. 31)
Stabilisce che l'applicazione delle pene sostitutive (semilibertà, detenzione domiciliare, lavoro di pubblica utilità) richiede il consenso dell'imputato espresso personalmente o mediante procuratore speciale; la Corte ha ritenuto che l'assenza di tale consenso renda inammissibile la relativa richiesta avanzata solo dal difensore privo di procura speciale.
art. 27, comma 3 Cost.
Richiamato dalla giurisprudenza per sottolineare l'esigenza di individualizzazione della pena e l'importanza dell'apporto delle parti nella determinazione della risposta sanzionatoria.
Massime di principio
- L'aggravante della violenza sulle cose (art. 625, co.1, n.2 c.p.) si applica anche quando l'intervento sulla cosa provochi alterazioni 'minime' purché tali da compromettere la funzionalità o eludere la funzione di protezione della cosa; la semplice difficoltà di manovra della serratura può essere sufficiente.
- La riqualificazione dell'ipotesi di reato (es. da ricettazione a furto con violenza sulle cose) è legittima se gli elementi di fatto dimostrano un intervento materiale sulla cosa idoneo a configurare il furto aggravato.
- Le contraddizioni nel calcolo della pena in motivazione (soprattutto riguardo a incrementi per recidiva o continuazione) possono determinare l'annullamento parziale della sentenza con rinvio per nuova determinazione della pena.
- Le richieste di applicazione di pene sostitutive in sede di appello devono essere formulate dall'imputato personalmente o tramite procuratore speciale; una istanza avanzata solo dal difensore privo di procura speciale è inammissibile e non obbliga la Corte ad adunare l'imputato o a decidere sulla sostituzione.
- Per evitare inammissibilità o rinvii, il difensore deve curare il conferimento di procura speciale quando intende formulare istanze che richiedono il consenso personale dell'imputato; tali istanze andrebbero presentate tempestivamente e, in appello, al più tardi nell'udienza di discussione.
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