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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31127/2024 del 30/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di annullamento e/o sospensione dell'ingiunzione di demolizione emessa il 5 novembre 2015 in esecuzione della sentenza penale irrevocabile della Corte di appello di Napoli del 28 maggio 1998. Il ricorrente deduceva violazione del diritto di affidamento e del principio di proporzionalità (richiamando artt. 27 Cost., 19 T.U.E. e art. 666, comma 5, c.p.p.), sostenendo che la Pubblica Amministrazione avrebbe tenuto comportamenti concludenti nell'ambito della pratica di condono (interlocuzioni pluriennali, richieste di oblazione e oneri) tali da creare un legittimo affidamento in buona fede; inoltre era segnalata la pendenza di un ricorso al TAR sul diniego di condono con udienza fissata per il 5.6.2024

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure fossero generiche e mirassero a una rivalutazione di fatti già esaminati dal giudice dell'esecuzione. Ha confermato che il procedimento di sanatoria si è concluso con esito negativo (rigetto) anteriore alla revoca della sospensione già concessa e che non è stata fornita prova efficace della pendenza rilevante di un giudizio amministrativo. Ha richiamato il principio secondo cui l'ordine di demolizione può essere sospeso solo se sia ragionevolmente prevedibile, su basi concrete, un provvedimento amministrativo o giurisdizionale che contrasti insanabilmente con l'ordine di demolizione; ha inoltre ricordato che il principio di proporzionalità ex giurisprudenza europea può essere invocato solo se il ricorrente allega fatti specifici (es. esigenze abitative, situazione economico/sanitaria) non derivanti dalla sua inerzia. Il ricorso è stato condannato alle spese e al pagamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende

Norme richiamate

  • Costituzione, art. 27

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla tutela dei diritti nella esecuzione di sanzioni, ma la Corte ha ritenuto le deduzioni generiche e non provate; nessuna interpretazione sostanziale innovativa della norma è stata accolta

  • Trattato dell'Unione Europea, art. 19

    Invocato dal ricorrente in combinato disposto con il principio di protezione dei diritti fondamentali; la Corte ha ribadito che i principi convenzionali/ECHR sul principio di proporzionalità possono trovare applicazione solo se il ricorrente allega fatti puntuali e non derivanti dalla sua inerzia

  • Codice di procedura penale, art. 666, comma 5

    La norma (sui poteri istruttori del giudice dell'esecuzione) è stata richiamata: la Corte osserva che il giudice dell'esecuzione ha adeguatamente valutato la documentazione e che l'eventuale uso dei poteri istruttori non avrebbe mutato l'esito quando non sussistono fatti nuovi e probatori idonei

  • Legge 724/1994 (limite mc 750 per condono)

    La Corte rileva che le istanze di condono presentate dal ricorrente riguardavano, di fatto, un unico edificio con superamento del limite di 750 mc e che pertanto il procedimento di sanatoria era infondato

  • Giurisprudenza della Corte EDU (es. Ivanova e Cherkezov; Kaminskas)

    La Corte richiama i principi europei in tema di proporzionalità nell'esecuzione dell'ordine di demolizione, precisando che l'evocazione di tali principi è rilevante solo se supportata da allegazioni fattuali specifiche e non dall'inerzia dell'autore dell'abuso

Massime di principio

  • L'ordine di demolizione già passato in giudicato può essere sospeso solo se è ragionevolmente prevedibile, su basi concrete, che l'autorità amministrativa o giurisdizionale adotterà in breve tempo un provvedimento incompatibile con la demolizione
  • La mera durata o lentezza del procedimento amministrativo non basta a fondare un legittimo affidamento: è necessario dimostrare comportamenti amministrativi specifici e decisivi che abbiano indotto il terzo in affidamento
  • Per invocare il principio di proporzionalità ex giurisprudenza convenzionale occorre allegare fatti concreti, puntuali e non derivanti dall'inerzia dell'interessato (es. comprovate esigenze abitative, situazioni di salute o economiche tali da rendere sproporzionata l'esecuzione)
  • Il giudice dell'esecuzione valuta e bilancia gli interessi in gioco; il ricorrente deve fornire prove probanti e documentazione processuale (comunicazioni amministrative, atti di condono, atti di pendenza di giudizi amministrativi) per modificare l'esito esecutivo
  • Prima di proporre istanze cautelari contro ordini di demolizione è strategico acquisire e depositare atti amministrativi rilevanti e, se necessario, chiedere al giudice l'esercizio dei poteri istruttori ex art. 666 c.p.p., ma va dimostrato che il procedimento amministrativo è effettivamente pendente e idoneo a contrastare l'ordine di demolizione
  • Le revoche o sospensioni precedenti di esecuzione e gli atti amministrativi devono essere valutati nel loro contenuto sostanziale: pagamenti richiesti o richieste di ripristino di minima entità non sono di per sé sufficienti a provare un affidamento pieno in buona fede

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