Cassazione Penale, Sentenza n. 49488/2022 del 29/12/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano l'ordinanza che aveva rigettato la loro istanza di revoca e sospensione dell'ordine di demolizione di una costruzione abusiva. Contestavano l'esclusione dell'ammissibilità al condono edilizio richiamando la disciplina statale (d.l. 269/2003 conv. legge 326/2003) e la legge regionale siciliana (l.r. n.15/2004), sostenendo che il recepimento regionale dovesse consentire la sanatoria anche nelle aree gravate da vincoli "relativi"; censuravano la mancata valutazione della cubatura effettiva (sostenendo che la volumetria complessiva non superasse il limite di 750 m3), la carenza motivazionale sulla natura del vincolo di inedificabilità (sostenendo che si trattava di "area bianca" priva di vincoli alla data della domanda) e il mancato espletamento della perizia tecnica richiesta come prova decisiva.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi come infondati. Ha ritenuto corretta l'interpretazione della Corte territoriale, conforme al consolidato indirizzo di questa Suprema Corte, secondo il quale il richiamo al regime del condono nell'art.24 della l.r. n.15/2004 opera anche rispetto ai limiti contenuti nell'art.32 del d.l. 269/2003 (tra cui il comma 27 lett. d. relativo ai vincoli). Ha inoltre richiamato la sentenza della Corte Costituzionale n.252/2022 che ha dichiarato l'illegittimità della norma regionale di interpretazione autentica (l.r. n.19/2021), escludendo che questa potesse incidere sull'orientamento. Sul piano fattuale ha ritenuto decisivo il difetto del requisito volumetrico: dalle risultanze emergeva che le volumetrie calcolate ammontavano complessivamente a mc 752,11 (mc 396,52 + mc 355,59), oltre il limite di 750 m3, e che vi era stato un artificioso frazionamento delle istanze; pertanto l'errore sulla cubatura impediva l'accoglimento della domanda di condono e rendeva superfluo ogni ulteriore approfondimento sui vincoli. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
d.l. 30 settembre 2003 n.269, convertito con legge 24 novembre 2003 n.326
art. 32, comma 27, lett. d
La normativa statale sul condono e i limiti ivi previsti (inclusi i divieti per nuove costruzioni in aree sottoposte a vincolo idrogeologico e paesaggistico) sono richiamati e applicabili anche quando la legge regionale rimanda alla disciplina statale; tali limiti incidono sull'ammissibilità delle istanze di sanatoria.
Legge Regionale Sicilia 5 novembre 2004 n.15
Il richiamo della l.r. n.15/2004 alla disciplina statale del condono non si limita alle sole forme e termini delle istanze ma comprende anche i limiti sostanziali stabiliti dall'art.32 del d.l. 269/2003.
Legge Regionale Sicilia n.19 del 2021 (norma di interpretazione autentica)
art. 25-bis (inserito dalla l.r. n.19/2021)
La norma di interpretazione autentica, che aveva inteso limitare il recepimento ai soli termini e forme escludendo la preclusione per aree soggette a vincoli non assoluti, è stata successivamente ritenuta incisa dalla giurisprudenza costituzionale
Corte costituzionale, sentenza n.252 del 22/11/2022
Ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della norma regionale di interpretazione autentica (l.r. n.19/2021), invalidandone l'effetto di estendere l'ammissibilità delle domande di sanatoria nelle aree con vincoli non assoluti.
Cassazione penale, Sez. 3, n. 7400 del 20/12/2016 (Loiacono) e n.30693 del 24/06/2021 (Lacca)
Giurisprudenza della Cassazione che conferma l'interpretazione secondo cui il richiamo regionale alla normativa statale comporta l'applicazione dei limiti sostanziali del d.l. 269/2003; usata dalla Corte per fondare la propria decisione.
Cassazione penale, Sez. 3, n. 2840 del 18/11/2021 (Vicale)
Stabilisce che la presentazione di plurime istanze di sanatoria per distinte unità immobiliari può costituire un artificioso frazionamento della domanda e che, in caso di nuova costruzione ascrivibile a un unico soggetto, le volumetrie vanno cumulate ai fini del rispetto del limite di 3.000 m3 o dei limiti previsti per singole unità (es. 750 m3).
Massime di principio
- Per le domande di condono edilizio è essenziale verificare preliminarmente i requisiti sostanziali (es. limiti volumetrici): la mancanza di uno solo di tali requisiti può determinare il rigetto dell'istanza anche senza approfondire altri profili (es. natura del vincolo).
- I richiami operati da norme regionali alla disciplina statale sul condono non eliminano i limiti sostanziali previsti dal legislatore nazionale; una norma regionale di interpretazione autentica può essere dichiarata incostituzionale e non pregiudica l'applicazione dei limiti statali.
- Il frazionamento artificioso delle istanze di sanatoria è valutato negativamente: i giudici possono aggregare le volumetrie e rilevare il superamento dei limiti fissati dalla legge.
- In presenza di contestazioni tecniche (cubature, vincoli) è determinante produrre prove tecniche precise e coeve (rilievi, calcoli, perizie); inconsistenze o rettifiche successive difficilmente sovrappongono e cancellano accertamenti precedenti valorizzati in sede di merito.
- Nelle impugnazioni di ordini di demolizione, per ottenere la revoca o la sospensione è necessario dimostrare pienamente il possesso di tutti i presupposti di legge per la sanatoria; la mera deduzione di nuove circostanze (es. modifiche urbanistiche intervenute successivamente) non è sufficiente se i requisiti al momento della domanda non sussistevano.
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