Cassazione Civile, Sentenza n. 18531/2023 del 28/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
A seguito di verifica ispettiva CONSOB aveva irrogato una sanzione pecuniaria di €515.000,00 per carenze nell'organizzazione: processo decisionale di investimento inidoneo e influenzato da soggetti privi di ruolo aziendale, omissione di misure per identificare e gestire i conflitti di interesse, inefficace trasmissione degli ordini di compravendita, mancanza di procedure per la verifica di adeguatezza nella consulenza e nella gestione individuale del portafoglio, e inadeguata gestione dei reclami. La società, già in liquidazione, impugnò la misura lamentando la violazione dei criteri di determinazione della sanzione previsti dall'art. 194bis TUF (mancata considerazione del grado di responsabilità, della capacità finanziaria, dei pregiudizi arrecati, della cooperazione con l'autorità, delle misure adottate e del fatto di essere in liquidazione) e denunciò omessa o insufficiente motivazione della sentenza di merito.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendo entrambi i motivi infondati. Ha confermato che la Corte d'appello ha adeguatamente motivato la misura della sanzione, condividendo la parametrizzazione operata da CONSOB (sanzione fissata a 1/10 del massimo edittale in relazione alla situazione di bilancio). Ha precisato che i danni causati da persone fisiche apicali si riferiscono comunque alla società, che risponde in via solidale ai sensi dell'art. 31, comma 3, TUF, e che lo stato di liquidazione non giustifica automaticamente la riduzione della sanzione in assenza di prove concrete di pregiudizio per creditori o risparmiatori. Ha ritenuto la motivazione del giudice del merito esaustiva e sufficiente. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio in favore della CONSOB (compensi liquidati in €10.000, oltre spese forfettarie 15%, esborsi €200 e accessori di legge) e si è dato atto della sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento di un contributo unificato aggiuntivo ai sensi dell'art. 13 DPR n.115/02.
Norme richiamate
art. 190 TUF
Richiamato dal ricorrente come norma rilevante, ma la decisione non ha ritenuto sussistente una violazione o una falsa applicazione della norma rispetto alla determinazione della sanzione
art. 194bis TUF
La Corte ha ritenuto che i criteri di cui all'art. 194bis TUF (criteri per la determinazione della sanzione amministrativa) siano stati correttamente applicati da CONSOB e valutati adeguatamente dal giudice d'appello, che ha parametrato la sanzione alla situazione di bilancio e fissato l'importo in misura contenuta (1/10 del massimo edittale)
art. 31, comma 3, TUF
La Corte ha confermato che la società risponde in via solidale per il comportamento dei propri esponenti; quindi il fatto che i danni derivassero da condotte di persone fisiche apicali non esclude la responsabilità della società
art. 23, comma 8-bis d.l. n. 137/2020 (conv. in legge n. 176/2000)
Richiamato nel procedimento processuale in relazione alla mancata richiesta di discussione orale; la causa è stata decisa in camera di consiglio ai sensi della normativa vigente
art. 13, comma 1-quater D.P.R. n. 115/02 (e comma 1-bis art. 13)
La Corte ha accertato la sussistenza dei presupposti processuali per l'applicazione dell'ulteriore contributo unificato previsto dalla norma (possibile obbligo di versamento di un importo aggiuntivo pari a quello previsto per il ricorso principale)
Massime di principio
- La determinazione della misura della sanzione amministrativa segue criteri discrezionali che il giudice del merito valuta con ampia libertà; la Cassazione richiede solo che la motivazione del giudice di merito sia conforme al minimo costituzionale e non sostituisce il proprio giudizio di merito
- Lo stato di liquidazione della società non comporta automaticamente la riduzione della sanzione: per ottenere una riduzione è necessario provare concretamente il pregiudizio per i creditori o per il piano di risarcimento, non la mera ipotesi di rischio di illiquidità
- La responsabilità per condotte illecite di esponenti societari può riverberarsi sulla società per effetto della responsabilità solidale prevista dall'art. 31 TUF; dunque non è efficace l'argomento che i fatti siano riconducibili solo a persone fisiche apicali
- Per ottenere una riduzione della sanzione occorre fornire elementi precisi e documentati sulla capacità finanziaria, sul grado di responsabilità, sulla cooperazione con l'autorità e sulle misure riparative adottate; mere affermazioni generiche e ipotesi non sono sufficienti
- Le contestazioni sulla motivazione richiedono che sia dimostrata l'assenza di qualsivoglia giustificazione logico-giuridica o che la motivazione sia formalmente carente; una motivazione di merito adeguata è difficilmente revocabile in sede di legittimità
- In caso di contenzioso con autorità amministrative, il soccombente può essere condannato alle spese di grado e gravato da contributi processuali aggiuntivi previsti dalla normativa sui contributi unificati
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