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Sentenza

Sentenza n. 11124/2026 - Roma, Sezione 4T

per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio - inadempimento serbato da Roma Capitale nei confronti dell’istanza di certificazione della superficie assentita delle unità immobiliari descritte nel corpo del ricorso, inviata a mezzo PEC in data 22 dicembre 2025 e registrata al prot. dell’Amministrazione resistente con n. QI/2025/0254705.

Giustizia amministrativa202602892

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV terSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sull'istanza di certificazione della superficie assentita di unità immobiliari oggetto di provvedimento di sanatoria edilizia

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (società istante)

Prevale il privato

La controversia

La società ha agito ai sensi della disciplina sul silenzio-inadempimento, lamentando la mancata risposta di Roma Capitale all'istanza, inviata tramite PEC il 22 dicembre 2025, volta a ottenere la certificazione della superficie assentita delle unità immobiliari indicate nel provvedimento di sanatoria n. 413420/2025, relativo a una domanda di condono edilizio. Roma Capitale ha sostenuto l'inesistenza di un obbligo di provvedere, rilevando che l'istanza era stata presentata da un tecnico asseritamente incaricato senza allegazione della delega, di un documento di identità o di elementi idonei a individuare il soggetto delegante, e affermando inoltre che l'Amministrazione non fosse tenuta a rilasciare una simile attestazione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che, anche in presenza di dubbi sul titolo in base al quale il tecnico aveva presentato l'istanza e sulla documentazione legittimante, Roma Capitale fosse comunque tenuta a rispondere: avrebbe dovuto esplicitare tali rilievi oppure richiedere, in applicazione di un dovere di leale collaborazione, gli elementi o i documenti mancanti. Il riferimento, nell'oggetto della PEC, al numero dell'istanza di condono consentiva infatti all'Amministrazione di individuare la pratica. Il TAR ha inoltre escluso che mancasse in assoluto un obbligo di risposta, poiché la società aveva prodotto il modello di domanda predisposto dallo stesso Comune per il rilascio della certificazione richiesta. Roma Capitale è stata pertanto ordinata a riscontrare l'istanza entro 30 giorni dalla comunicazione via PEC della sentenza. Le spese sono state integralmente compensate per la peculiarità della vicenda.

Massime di principio

  • Quando un'amministrazione riceve un'istanza individuabile e riferita a una specifica pratica amministrativa, l'eventuale incompletezza della documentazione relativa alla legittimazione del richiedente non esclude di per sé l'obbligo di provvedere: l'amministrazione deve almeno rispondere, esplicitando le ragioni ostative o chiedendo l'integrazione degli elementi mancanti.
  • La predisposizione da parte dell'amministrazione di un modello specifico per la presentazione di una determinata domanda costituisce elemento idoneo a escludere, in via generale, che rispetto a quella richiesta manchi un obbligo amministrativo di risposta.
  • In presenza di un'istanza sufficientemente individuabile, il silenzio dell'amministrazione può essere qualificato come inadempimento anche quando l'amministrazione contesti la delega o la documentazione del soggetto che ha presentato la domanda; tali contestazioni devono essere portate a conoscenza dell'interessato mediante un riscontro espresso o una richiesta di integrazione.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneBuona fede e correttezza della PAPartecipazione procedimentale

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