Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34367/2023 del 04/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Smeriglio ha chiesto la riparazione per ingiusta detenzione relativa al periodo di custodia carceraria dal 24/02/2000 al 05/12/2001 per il reato ascritto ex art. 74, commi 2 e 3, DPR 309/1990, nonostante fosse stato poi assolto con sentenza irrevocabile. La Corte d'appello aveva rigettato l'istanza ritenendo che, pur essendo stato assolto, dallo sviluppo investigativo emergessero elementi (frequentazioni ambigue con soggetti dediti al traffico di stupefacenti) e che sussistesse colpa grave ostativa all'indennizzo, anche alla luce di un precedente arresto del 1998 con sequestro di marijuana e materiale riconducibile a traffico. Il ricorrente ha censurato in Cassazione l'uso, da parte della Corte d'appello, di risultanze di intercettazioni poi dichiarate inutilizzabili nel giudizio di cognizione e ha contestato che il precedente arresto, estraneo ai fatti per cui era stata disposta la custodia impugnata, non potesse integrare colpa grave.

La decisione

La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha rilevato che, sebbene non possa il giudice della riparazione valorizzare intercettazioni dichiarate inutilizzabili nel giudizio di merito (principio correttamente richiamato dalla Corte), la Corte d'appello ha comunque motivatamente individuato la colpa grave di Smeriglio sulla base di altri elementi leciti, in particolare il precedente arresto del 1998 con consistente rinvenimento di sostanze stupefacenti e strumenti di precisione, idoneo a far ritenere che la sua condotta abbia contribuito all'instaurazione/alla permanenza della custodia cautelare. Pertanto il diritto all'equa riparazione è stato escluso e il ricorrente condannato alle spese processuali e alla rifusione di €1.000,00 a favore del Ministero.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    "chi è stato prosciolto con sentenza irrevocabile perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, ha diritto a un'equa riparazione per la custodia cautelare subita, qualora non vi abbia dato o concorso a darvi causa per dolo o colpa grave"

    Stabilisce il diritto all'equa riparazione salvo il caso in cui l'interessato abbia dato causa alla custodia per dolo o colpa grave; la colpa grave esclude l'indennizzo se la condotta ha creato una situazione prevedibile di intervento giudiziario.

  • art. 27 cod. proc. pen.

    Citato rispetto al termine di 20 giorni entro cui il giudice competente doveva adottare nuova ordinanza: il mancato rispetto del termine ha implicato inefficacia della misura in un momento processuale precedente.

  • art. 197, 267, 268 cod. proc. pen.

    Riferite in rapporto alla disciplina dell'utilizzabilità delle intercettazioni e dei decreti autorizzativi: la mancata osservanza delle garanzie previste rende le intercettazioni inutilizzabili nel giudizio penale e, normalmente, nel successivo giudizio di riparazione.

  • art. 646, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiamato per delimitare la cognizione della Corte di Cassazione nei procedimenti di riparazione, confermando che il controllo è in primo luogo di legittimità e di congruità/logicità della motivazione, senza riesame del merito.

  • art. 315, terzo comma, cod. proc. pen.

    Richiamo normativo utilizzato per l'applicazione dell'art. 646, comma 3; contribuisce a delimitare l'ambito di sindacabilità in Cassazione.

  • art. 43 cod. pen.

    Definizione di colpa (negligenza, imprudenza, imperizia); applicata per valutare la sussistenza di colpa grave ostativa all'indennizzo.

  • art. 74 DPR 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma sostanziale contestata in relazione al traffico e detenzione di sostanze stupefacenti; i fatti per i quali Smeriglio fu indagato erano connessi a tale disposizione.

Massime di principio

  • Nei procedimenti per riparazione per ingiusta detenzione il giudice deve accertare d'ufficio l'assenza di dolo o colpa grave che abbia contribuito all'adozione o al mantenimento della misura cautelare; l'accertamento è ex ante rispetto alle conoscenze dell'autorità giudiziaria al momento della misura.
  • Le intercettazioni dichiarate inutilizzabili nel giudizio di cognizione non possono essere valorizzate nel giudizio di riparazione: la loro illegittimità determina la loro esclusione anche nel procedimento indennitario.
  • Tuttavia, l'esistenza di altri elementi leciti, inclusi precedenti arresti/ritenute condotte correlate al tipo di reato oggetto della misura, può integrare la 'colpa grave' e giustificare il rigetto della domanda di riparazione.
  • La Corte di cassazione, nel sindacare decisioni di riparazione, è limitata alla legittimità e alla logicità della motivazione e non può sostituirsi alla valutazione di merito compiuta dal giudice della riparazione, salvo errori giuridici o violazioni di norme processuali.
  • Per ritenere ostativa la colpa grave è necessario un nesso logico-traiettivo tra la condotta dell'interessato e la prevedibilità dell'intervento giudiziario: condotte estranee e non collegate non sono idonee a escludere l'indennizzo.
  • È fondamentale, in analoghe situazioni, distinguere fra prove inutilizzabili (da non considerare) e altri elementi probatori leciti; la strategia difensiva dovrà mirare a dimostrare l'assenza di nesso causale tra condotte pregresse e la decisione cautelare.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.