Cassazione Penale, Sentenza n. 37407/2025 del 17/11/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
l'imputata impugna la conferma della misura cautelare, deducendo un unico motivo: violazione di legge e vizio di motivazione con riguardo alla sussistenza del pericolo di reiterazione del reato e all'idoneità e proporzionalità della misura. Sostiene che i giudici hanno trascurato il lungo tempo intercorso, l'assenza di precedenti penali e di polizia, l'assenza di contatti successivi con i coindagati e lo svolgimento di attività lavorativa, circostanze che escluderebbero un contesto favorevole alla reiterazione; contesta inoltre l'assunto che non sarebbe in grado di autocontrollarsi e che quindi non sarebbero necessarie misure così afflittive
La decisione
la Corte dichiara il ricorso inammissibile per motivi generici e meramente rivalutativi. I giudici di merito avevano motivato adeguatamente la sussistenza del pericolo di reiterazione e la proporzionalità della misura, richiamando la gravità dei fatti (rapina a mano armata, pianificata, con vittima vulnerabile affetta da disturbo bipolare; concorso in lesioni con frattura del naso), la spregiudicatezza dell'imputata (fungeva da esca, ha sottratto il cellulare impedendo soccorsi) e la concreta possibilità di nuovi contatti con la persona offesa. Tali elementi sono stati ritenuti prevalenti rispetto al tempo trascorso, all'incensuratezza e all'occupazione. Sull'idoneità degli arresti domiciliari è stata esclusa la praticabilità per mancata prova di un domicilio idoneo. La ricorrente è condannata alle spese e a una somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende; il provvedimento non comporta remissione in libertà e dispone gli adempimenti ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
norma richiamata per gli adempimenti conseguenti al provvedimento cautelare non modificativo della detenzione; usata per disporre gli obblighi della cancelleria in caso di mancata rimessione in libertà
Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 2, n. 31553 del 17/05/2017 (Paviglianiti) e Sez. 4, n. 18795 del 02/03/2017 (Di Iasi)
principio applicato: il motivo di cassazione che deduca assenza delle esigenze cautelari è ammissibile solo se denunci la violazione di specifiche norme o la manifesta illogicità della motivazione; non è ammissibile una mera richiesta di riconsiderazione prognostica degli elementi valutati dal giudice di merito
Massime di principio
- La gravità e le modalità esecutive del reato (es. uso di armi, pianificazione, scelta di vittime vulnerabili) possono prevalere, nella prognosi di pericolo di reiterazione, su circostanze attenuanti come il tempo trascorso e l'incensuratezza
- In sede di Cassazione avverso misure cautelari non è sufficiente riproporre una diversa valutazione prognostica: il ricorso è inammissibile se non denuncia specifiche violazioni di legge o la manifesta illogicità della motivazione del giudice di merito
- Per l'applicazione degli arresti domiciliari è necessaria la prova di un domicilio concretamente idoneo; l'assenza di tale prova può giustificare il mantenimento di misure cautelari più afflittive
- La condotta che ostacola i soccorsi o che dimostra spregiudicatezza e capacità di organizzazione aumenta il rischio di reiterazione e rende meno idonee le misure non custodiali
- La valutazione cautelare è eminentemente prognostica e basata sulla complessiva piattaforma indiziaria: le difese devono proporre censure specifiche e puntuali sulla motivazione per ottenere ammissibilità in Cassazione
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