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Sentenza

Tribunale, Sentenza T-650/20

Judgment of the General Court (First Chamber) of 7 June 2023. — KD v European Union Intellectual Property Office. — Civil service – Members of the temporary staff – Members of Staff of EUIPO – Contract for a fixed period – Non-renewal – Competent authority – Principle of sound administration – Right to be heard – Liability – Non-material damage. — Case T-650/20

Giurisprudenza europea62020TJ0650

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Tribunale annulla la decisione di EUIPO di non rinnovare il contratto di una membro del personale temporaneo, ritenendo violato il diritto di essere ascoltata in relazione alla valutazione di performance 2019. Rigetta invece la domanda di risarcimento del danno non patrimoniale, poiché l’annullamento della decisione è considerato rimedio sufficiente. La Corte esclude inoltre qualsiasi vizio di competenza dell’autore dell’atto, ritenendo valida la subdelega interna a favore del direttore delle risorse umane.

Annullamento del mancato rinnovo del contratto di un membro del personale temporaneo di EUIPO per violazione del diritto di essere ascoltata in relazione alla valutazione 2019; rigetto della domanda di risarcimento del danno non patrimoniale

La questione giuridica

Se la decisione di non rinnovare il contratto di un membro del personale temporaneo di EUIPO fosse adottata da un’autorità competente; se nel procedimento di non rinnovo fossero state rispettate le garanzie procedurali, in particolare il diritto di essere ascoltata ai sensi dell’articolo 41, paragrafo 2, della Carta, con riferimento alla valutazione di performance 2019; e se l’eventuale illegittimità potesse fondare una condanna al risarcimento del danno non patrimoniale.

Principio di diritto

Il Tribunale ha dichiarato che la decisione di non rinnovo adottata dal direttore delle risorse umane di EUIPO era fondata su una valida subdelega dei poteri dell’AACC; ha inoltre affermato che EUIPO ha violato il diritto della ricorrente a essere ascoltata, poiché la valutazione di performance 2019 è stata effettivamente considerata nella decisione senza che la ricorrente fosse messa in condizione di formulare osservazioni su tutti i fatti in essa contenuti. Tale violazione, non potendo essere escluso che la decisione sarebbe potuta risultare diversa, ha comportato l’annullamento della decisione di non rinnovo; la domanda di risarcimento è stata invece respinta perché l’annullamento costituiva di per sé una riparazione adeguata e sufficiente del preteso danno non patrimoniale.

Norme richiamate

  • articolo 270 TFUE
  • articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
  • articolo 2 del regime applicabile agli altri agenti dell’Unione europea (CEOS)
  • articolo 6 del CEOS
  • articolo 8 del CEOS
  • articolo 90 dello statuto dei funzionari dell’Unione europea
  • articolo 134, paragrafo 3, del regolamento di procedura del Tribunale
  • articolo 153, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2017/1001
  • articoli 264 e 266 TFUE
  • articolo 50a, paragrafo 2, dello statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea
  • articolo 125a, paragrafo 2, del regolamento di procedura del Tribunale

Mancato rinnovo del contratto di un membro del personale temporaneo di EUIPO

La pronuncia riguarda un ricorso diretto ex articolo 270 TFUE proposto da KD, membro del personale temporaneo di EUIPO, contro la decisione del 1 aprile 2020 di non rinnovare il suo contratto a tempo determinato. La ricorrente chiedeva anche il risarcimento del danno non patrimoniale che assumeva di aver subito.

Fatti e svolgimento del procedimento

KD era entrata in EUIPO il 16 luglio 2015 come agente temporaneo ai sensi dell’articolo 2, lettera f), del CEOS, con incarico quinquennale, ed era stata poi nominata team leader. Nel febbraio 2020 si è svolto un dialogo formale nel quale le sono state contestate carenze di rendimento, affidabilità e rispetto delle regole interne, anche sulla base delle valutazioni pregresse. Il 7 febbraio 2020 il direttore delle risorse umane, in qualità di AACC, le ha comunicato la raccomandazione di non rinnovare il contratto e l’ha invitata a presentare osservazioni; la decisione finale è stata adottata il 1 aprile 2020.

Dopo la presentazione del reclamo amministrativo, EUIPO ha adottato una decisione di rigetto il 15 luglio 2020. Nel frattempo, il 26 ottobre 2022 il Tribunale ha annullato, in un distinto giudizio, la valutazione di performance 2019 della ricorrente. Il procedimento è stato poi riaperto per un tentativo di composizione amichevole, rimasto infruttuoso.

Questioni sottoposte al Tribunale

La ricorrente deduceva, in sostanza:

  • l’incompetenza del direttore delle risorse umane a adottare la decisione di non rinnovo;
  • la violazione di requisiti procedurali essenziali nel dialogo preliminare;
  • la violazione del principio di buona amministrazione, del dovere di sollecitudine e un errore manifesto di valutazione, anche per non avere tenuto conto della valutazione 2019;
  • errori nella valutazione del rispetto delle regole sull’orario di lavoro e altri aspetti del comportamento in servizio;
  • l’irregolarità della procedura precontenziosa e l’incompetenza dell’Executive Director a decidere sul reclamo.

Normativa rilevante

Il Tribunale richiama in particolare:

  • l’articolo 270 TFUE;
  • l’articolo 41 della Carta, relativo al diritto a una buona amministrazione e al diritto di essere ascoltati;
  • gli articoli 2, 6 e 8 del CEOS;
  • l’articolo 90 dello Statuto dei funzionari;
  • l’articolo 153, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2017/1001, che disciplina la delega e subdelega dei poteri in EUIPO.

Competenza dell’autore della decisione

Il Tribunale respinge l’eccezione di irricevibilità sollevata da EUIPO sul primo motivo, osservando che la competenza dell’autore dell’atto è questione di ordine pubblico. Sul merito, rileva che il regolamento 2017/1001 consente al Management Board di delegare all’Executive Director i poteri dell’AACC e che questi può subdelegarli. In base alla decisione MB-17-01 e alla successiva decisione ADM-17-17, il potere di decidere sul reclutamento, incluse le modifiche contrattuali e il rinnovo dei contratti dei temporanei di cui all’articolo 8 CEOS, era stato validamente subdelegato al direttore delle risorse umane. Ne consegue che la decisione impugnata è stata adottata da un’autorità competente.

Esame della valutazione 2019 e diritto di essere ascoltata

Il punto decisivo della pronuncia riguarda la seconda censura del terzo motivo, relativa al mancato rispetto del diritto di essere ascoltata. Il Tribunale precisa che il diritto a essere sentiti, sancito dall’articolo 41, paragrafo 2, lettera a), della Carta, si applica anche alle decisioni di non rinnovo di contratti di durata determinata quando l’agenzia dispone di una procedura specifica di rinnovo e l’atto è quindi idoneo a incidere sfavorevolmente sulla posizione dell’interessato.

Il Tribunale osserva che la valutazione 2019, pur essendo stata formalmente annullata successivamente, costituiva comunque un elemento fattuale preso in considerazione da EUIPO nella decisione di non rinnovo. Tuttavia, l’amministrazione non ha messo KD in condizione di presentare osservazioni su tutti i fatti contenuti in quella valutazione prima dell’adozione della decisione impugnata. Il fatto che la ricorrente fosse stata ascoltata nel separato procedimento valutativo non basta a sanare la violazione, perché il diritto di essere ascoltati richiede che l’interessato possa incidere sul processo decisionale relativo all’atto sfavorevole.

Effetto della violazione procedurale

Il Tribunale ricorda che una violazione del diritto di essere ascoltato conduce all’annullamento solo se non si può escludere che, in assenza dell’irregolarità, la decisione avrebbe potuto avere contenuto diverso. Nel caso concreto, EUIPO non aveva indicato in modo trasparente come avesse utilizzato la valutazione 2019 nella decisione di non rinnovo; pertanto non si poteva escludere che, se la ricorrente avesse potuto presentare utilmente le proprie osservazioni su tutti gli elementi di quella valutazione, il contenuto della decisione sarebbe potuto cambiare. Per questo motivo il Tribunale accoglie la censura e annulla la decisione di non rinnovo, senza esaminare gli altri motivi residui.

Domanda di risarcimento del danno non patrimoniale

La ricorrente chiedeva 20.000 euro per il danno morale asseritamente subito. Il Tribunale respinge la domanda: afferma che l’annullamento di un atto illegittimo costituisce, di regola, una riparazione adeguata e sufficiente del danno non patrimoniale, salvo che il ricorrente dimostri un pregiudizio ulteriore non integralmente compensabile con l’annullamento. KD non aveva spiegato perché il danno allegato non potesse essere completamente riparato dalla sola cancellazione dell’atto.

Dispositivo e spese

Il Tribunale:

  • annulla la decisione di EUIPO del 1 aprile 2020 di non rinnovare il contratto di KD;
  • respinge il ricorso per il resto;
  • condanna EUIPO a sopportare le proprie spese e a rimborsare tre quarti delle spese della ricorrente;
  • pone a carico della ricorrente un quarto delle proprie spese.

Principi affermati

La pronuncia conferma che:

  • la subdelega interna dei poteri dell’AACC in EUIPO può essere valida anche per le decisioni di rinnovo dei contratti dei temporanei;
  • il diritto di essere ascoltato impone che l’interessato possa presentare osservazioni su tutti gli elementi fattuali effettivamente considerati nella decisione sfavorevole;
  • la mera partecipazione a un procedimento diverso e autonomo non basta a soddisfare tale garanzia;
  • l’annullamento dell’atto illegittimo può, di per sé, risarcire il danno non patrimoniale, salvo prova di un pregiudizio ulteriore non riparabile in tal modo.

Come è indicizzato

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