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Sentenza

Sentenza n. 258/2026 - Brescia, Sezione 1

per l'annullamento - del provvedimento notificato da AGEA in data 27/01/2022 all'Azienda Agricola Marzocchi Giuseppe avente ad oggetto “Regime quote latte – esecuzione sentenza/e dell'Autorità Giudiziaria – Ricalcolo del prelievo supplementare imputato”, con tutti i suoi allegati, con cui veniva comminato all'azienda destinataria, a seguito del ricalcolo del prelievo in ottemperanza alle sentenze del Consiglio di Stato, il pagamento per l'annata 2003/2004 della somma di € 461.391,75 a titolo di capitale e di € 170.792,42 a titolo di interessi; - nonché di ogni altro atto comunque connesso, presupposto e conseguente, anche se non conosciuto al momento della notifica del presente atto;

Giustizia amministrativa202200698

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento AGEA di ricalcolo del prelievo supplementare per l’annata 2003/2004, con richiesta di pagamento di capitale e interessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (agenzia amministrativa)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento AGEA notificato il 27 gennaio 2022, adottato in esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato n. 795/2020, con cui era stato ricalcolato il prelievo supplementare dovuto per l’annata 2003/2004, quantificato in € 461.391,75 a titolo di capitale e in € 170.792,42 a titolo di interessi. Il ricorso, originariamente proposto dinanzi al TAR Lazio e successivamente riassunto tempestivamente davanti al TAR Lombardia - Brescia, comprendeva anche una domanda cautelare, respinta per difetto del periculum in mora. Nel corso del giudizio di merito il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, sostenendo che l’atto fosse divenuto inefficace per effetto dell’art. 10-bis, comma 4, del d.l. 69/2023, convertito con modificazioni dalla l. 103/2023.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Il Collegio ha richiamato l’orientamento consolidato secondo cui, nelle fattispecie interessate dalla disciplina sopravvenuta, il provvedimento di ricalcolo del prelievo supplementare diviene inefficace ex lege, poiché l’Amministrazione deve procedere a una nuova rideterminazione sulla base dei dati nazionali di produzione detenuti. Venuta meno l’efficacia dell’atto impugnato, non sussiste più un interesse concreto e attuale all’annullamento giudiziale. Le spese della fase di merito sono state compensate, in ragione della chiusura in rito e della particolare complessità dell’evoluzione normativa e contenziosa della materia. È rimasta ferma la precedente condanna del ricorrente alle spese della fase cautelare, disposta con l’ordinanza n. 44/2023.

Norme richiamate

  • art. 10-bis, comma 4, d.l. 69/2023, conv. modif. dalla l. 103/2023

    «dovendo l’Amministrazione procedere a rideterminare il prelievo supplementare sulla base dei dati nazionali di produzione da essa detenuti»

    La disciplina sopravvenuta determina l’inefficacia ex lege dei provvedimenti di ricalcolo interessati e impone all’Amministrazione di procedere a una nuova rideterminazione del prelievo sulla base dei dati nazionali di produzione detenuti.

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Costituisce il fondamento processuale della declaratoria di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nell’ambito della disciplina processuale applicata alla definizione del giudizio.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato con riferimento alla trattazione della causa nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.

Massime di principio

  • Quando una disciplina sopravvenuta rende ex lege inefficace il provvedimento amministrativo impugnato e impone all’Amministrazione di adottare una nuova determinazione, viene meno l’interesse concreto e attuale all’annullamento dell’atto originario e il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse non travolge necessariamente la regolazione delle spese di una precedente fase cautelare: la condanna già disposta può essere mantenuta quando l’esito del giudizio di merito non supera le ragioni poste a fondamento della decisione cautelare.

Come è indicizzato

MaterieRevoca e recupero dei contributiEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiContributi e finanziamenti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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