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Cassazione Penale, Ordinanza n. 04037/2026 del 02/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo manifestamente infondato il motivo sulla idoneità del tentativo e sull'insussistenza del reato impossibile. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La condanna per tentato furto aggravato è rimasta ferma.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che, confermando la decisione del Tribunale, lo aveva condannato a mesi due e giorni venti di reclusione per tentato furto aggravato. Il ricorso deduceva violazione di legge in relazione alla ritenuta idoneità del tentativo, sostenendo che la condotta sarebbe stata inidonea e che avrebbe dovuto essere qualificata come reato impossibile. La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, richiamando il principio secondo cui, nel furto in supermercato, il monitoraggio dell'azione furtiva da parte di personale addetto alla sorveglianza, di apparati di rilevazione o delle forze dell'ordine, con conseguente intervento impeditivo prima della completa sottrazione della cosa alla sfera di vigilanza del soggetto passivo, impedisce la consumazione e lascia il fatto allo stadio del tentativo. Nel caso concreto, la Corte territoriale aveva valorizzato il controllo sull'azione e il fatto che la refurtiva fosse stata già collocata nello zaino, ritenendo gli atti idonei anche in relazione alla fuga posta in essere.

Norme richiamate

  • art. 56 c.p.

    L'idoneità degli atti di tentativo deve essere valutata in concreto; non basta una mera prospettazione difensiva di inidoneità, occorrendo un'inefficacia assoluta per poter parlare di reato impossibile.

  • art. 49 c.p.

    Il reato impossibile ricorre solo quando l'azione sia assolutamente inidonea per inefficienza strutturale o strumentale del mezzo usato, tale da non consentire neppure eccezionalmente la realizzazione del proposito criminoso.

  • art. 625 c.p.

    Il fatto è stato qualificato come tentato furto aggravato; la pronuncia non si sofferma sulla specifica aggravante, ma conferma la qualificazione già operata nei gradi di merito.

Massime di principio

  • Nel furto in esercizio commerciale, l'azione non si consuma quando la sottrazione è tempestivamente monitorata e interrotta dal controllo del personale o di sistemi di sorveglianza, poiché la cosa non esce dalla sfera di vigilanza del soggetto passivo.
  • Ai fini del tentativo punibile, è sufficiente che gli atti siano concretamente idonei a raggiungere l'evento; l'inidoneità deve essere assoluta e non meramente eventuale o relativa.
  • Il reato impossibile è configurabile solo in presenza di una inefficienza strutturale o strumentale tale da escludere in radice la possibilità di realizzazione del fatto tipico.
  • Quando il giudice di merito motiva in modo coerente sulla idoneità degli atti e sull'insussistenza del reato impossibile, il sindacato di legittimità non può essere trasformato in una nuova valutazione del fatto.

Come è indicizzato

MaterieFurtoElemento soggettivo
RamiDelitti contro il patrimonioParte generale
IstitutiTentativo

Testo integrale

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