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Sentenza

Sentenza n. 12307/2026 - Roma, Sezione 3Q

per accertare e dichiarare il diritto del ricorrente alla rideterminazione del trattamento di fine servizio (e quindi della pensione ordinaria di anzianità) sulla base calcolato ai sensi dell'art. 6 bis del DL 387/1987, come modificato dalla Legge 232/1990, con l'inclusione dei sei scatti stipendiali di cui all'art. 6 bis del DL 387/1987, come modificato dalla Legge 232/1990; per condannare dell'Ente Previdenziale Resistente a rideterminare il trattamento di fine servizio (e quindi la pensione ordinaria di anzianità) ai sensi della richiamata disposizione normativa; con determinazione del danno derivante dalla intervenuta diminuzione di valore del credito ex art. 429 c.p.c., dal maturare dei singoli crediti al soddisfo ed interessi legali sempre con decorrenza dal sorgere dei singoli crediti, da calcolarsi sulle somme rivalutate.

Giustizia amministrativa202308098

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. VSentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: mancata inclusione dei sei scatti stipendiali nella liquidazione provvisoria della pensione ordinaria di anzianità e del trattamento di fine servizio

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (militare o appartenente alla polizia)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, già dipendente del Ministero dell'Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, è cessato dal servizio il 31 dicembre 2019, dopo avere compiuto 55 anni di età e maturato 35 anni di servizio utile contributivo, incluso il servizio militare riscattato. L'INPS ha liquidato la pensione e il trattamento di fine servizio senza includere i sei scatti stipendiali previsti dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987, come modificato dalla legge n. 232/1990. Il ricorrente ha chiesto l'accertamento del diritto alla rideterminazione della pensione e dell'indennità di buonuscita, nonché la condanna dell'INPS al ricalcolo e il riconoscimento degli accessori. La tesi dell'INPS era che il beneficio, quale disposizione di stretta interpretazione, spettasse soltanto al personale cessato per raggiunti limiti di età, mentre non sarebbe stato applicabile alla cessazione volontaria a domanda.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha interpretato l'art. 6-bis, comma 2, del d.l. n. 387/1987 secondo il suo tenore letterale, rilevando che la disposizione estende il beneficio del comma 1 anche al personale che chieda il collocamento in quiescenza, purché abbia compiuto 55 anni di età e maturato 35 anni di servizio utile. Il comma 2 non opera un rinvio mobile alla disciplina generale della pensione di anzianità, ma indica autonomamente e in modo univoco i requisiti anagrafico e contributivo. Pertanto, la cessazione a domanda non esclude il beneficio quando ricorrano tali presupposti. È stato dichiarato il diritto del ricorrente ai sei scatti stipendiali e imposto all'INPS di rideterminare l'indennità di buonuscita includendoli nella base di calcolo; la decisione richiama altresì la rideterminazione del trattamento pensionistico. Sulle somme spettano soltanto gli interessi legali, senza cumulo con la rivalutazione monetaria, ai sensi della normativa richiamata. Le spese sono state compensate in ragione del precedente orientamento giurisprudenziale non univoco.

Norme richiamate

  • art. 6-bis d.l. 21 settembre 1987, n. 387, come modificato dall'art. 21 l. n. 232/1990

    Al personale che chieda di essere collocato in quiescenza a condizione che abbia compiuto i 55 anni di età e trentacinque anni di servizio utile

    Il beneficio dei sei scatti stipendiali si applica anche al personale collocato a riposo a domanda, purché siano soddisfatti entrambi i requisiti dei 55 anni di età e dei 35 anni di servizio utile, senza ulteriori limitazioni.

  • art. 12 preleggi

    attribuire rilievo al senso proprio delle parole adoperate

    Il dato letterale chiaro della disposizione impedisce di introdurre, mediante interpretazione, limitazioni non previste dal legislatore.

  • art. 74 c.p.a.

    La sentenza si richiama all'orientamento giurisprudenziale prevalente per motivare la decisione in forma sintetica.

  • art. 16, comma 6, l. n. 412/1991

    Sulle somme spettano gli interessi legali senza cumulo con la rivalutazione monetaria.

  • art. 22, comma 36, l. n. 724/1994

    Concorre a escludere il cumulo tra interessi legali e rivalutazione monetaria sulle prestazioni previdenziali.

Massime di principio

  • Il beneficio dei sei scatti stipendiali previsto dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 spetta anche al personale che chieda il collocamento in quiescenza, quando abbia compiuto 55 anni di età e maturato 35 anni di servizio utile.
  • Il comma 2 dell'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 individua autonomamente, mediante requisiti anagrafico e contributivo espressi in termini numerici, le condizioni per l'accesso al beneficio e non può essere interpretato come un mero rinvio mobile alla disciplina generale della pensione di anzianità.
  • In presenza dei requisiti previsti dal comma 2 dell'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987, la cessazione dal servizio a domanda non costituisce causa ostativa al riconoscimento dei sei scatti stipendiali ai fini del calcolo della base pensionabile e della liquidazione del trattamento di fine servizio.
  • Sulle somme dovute a titolo di trattamento previdenziale spettano gli interessi legali senza cumulo con la rivalutazione monetaria, nei limiti e secondo le condizioni previste dalla normativa richiamata.

Come è indicizzato

MaterieStato giuridico e avanzamentoTrattamento economico e previdenziale
RamiForze armate e forze di poliziaPubblico impiego e concorsi
IstitutiPrincipio di legalità e tipicità

Testo integrale

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