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Sentenza

Sentenza n. 885/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza n. 231/2024 del Tribunale di Ravenna, pubblicata in data 04.07.2024.

Giustizia amministrativa202600052

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 231/2024 del Tribunale di Ravenna, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (parte vittoriosa)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza n. 231/2024 del Tribunale di Ravenna, pubblicata il 4 luglio 2024 e passata in giudicato, come attestato dalla cancelleria il 9 gennaio 2025. La sentenza era stata notificata al Ministero ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione, ma l'Amministrazione è rimasta inadempiente. Il Ministero, benché intimato, non si è costituito in giudizio.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso e lo ha accolto, rilevando la perdurante inadempienza dell'Amministrazione rispetto a una sentenza definitiva passata in giudicato. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna di dare esecuzione alle statuizioni della sentenza del Tribunale di Ravenna entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della presente sentenza, detraendo quanto eventualmente già corrisposto e comprendendo, se non già pagate, le spese legali liquidate dal giudice ordinario. In caso di ulteriore inadempimento, il TAR ha nominato sin d'ora un commissario ad acta, individuato nel Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna o in un funzionario delegato, con facoltà di subdelega, affinché provveda in sostituzione dell'Amministrazione entro i successivi 90 giorni, su istanza della ricorrente. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre spese generali e oneri accessori, alla restituzione del contributo unificato e alla distrazione delle spese in favore dei difensori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione del giudicato e di predisporre, in caso di persistente inadempimento, misure sostitutive mediante commissario ad acta.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è esperibile quando una sentenza passata in giudicato non sia stata eseguita dall'amministrazione, purché sia decorso il termine dilatorio previsto per l'esecuzione dopo la notificazione del titolo.
  • Accertata la perdurante inadempienza dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza deve ordinare l'esecuzione delle statuizioni contenute nella sentenza definitiva, tenendo conto di quanto eventualmente già corrisposto.
  • Il giudice dell'ottemperanza può fissare un termine per l'esecuzione e nominare sin d'ora un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza dell'interessato in caso di ulteriore inadempimento.
  • Nel giudizio di ottemperanza, le spese seguono la soccombenza quando l'amministrazione, nonostante la definitività del titolo e la notificazione ai fini dell'esecuzione, rimanga inadempiente.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

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