Sentenza n. 1516/2026 - Catanzaro, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: note di Formez PA e della Regione Calabria che hanno negato il riconoscimento del titolo di riserva e la conseguente rettifica della graduatoria, nonché gli atti della graduatoria e gli eventuali scorrimenti connessi
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni procedenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato la nota di Formez PA con cui era stata respinta la richiesta di riconoscimento del titolo di riserva, sul presupposto che il bando non prevedesse riserve per le categorie protette, nonché la successiva nota della Regione Calabria, che aveva condiviso tale posizione senza svolgere un autonomo esame. Sono stati inoltre impugnati, ove lesivi, la graduatoria rettificata, il relativo decreto di approvazione, gli eventuali atti di validazione e scorrimento e il bando, se interpretato nel senso di escludere la riserva. La lex specialis prevedeva una riserva del 30% per i volontari in ferma breve o prefissata e una riserva del 15% per gli operatori volontari del servizio civile universale, facendo comunque salvi i diritti degli aventi titolo all’assunzione ai sensi della legge n. 68/1999. La ricorrente ha dedotto il mancato riconoscimento della propria posizione quale persona con handicap grave e invalida civile al 100%. Il TAR ha rilevato d’ufficio il possibile difetto di giurisdizione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione, ritenendo che il petitum sostanziale riguardasse il diritto soggettivo dell’invalido all’assunzione e al posto riservato, non l’interesse legittimo alla corretta formazione della graduatoria. Secondo il Collegio, la disciplina delle riserve per le categorie protette non attribuisce alla pubblica amministrazione margini di discrezionalità quanto alla posizione soggettiva dell’invalido, configurando un diritto al posto riservato. Tale diritto sorge con l’assunzione, in un momento successivo alla conclusione della procedura concorsuale; pertanto, mentre le controversie relative allo svolgimento della procedura restano devolute al giudice amministrativo, quelle concernenti il riconoscimento della riserva e il diritto all’assunzione spettano al giudice ordinario. La circostanza che l’amministrazione abbia negato la riserva interpretando il bando è stata ritenuta una questione di merito, da esaminare dal giudice ordinario, e non idonea a modificare il riparto di giurisdizione. La causa può essere riproposta davanti al giudice ordinario ai sensi dell’art. 11, comma 2, c.p.a., con salvezza degli effetti processuali e sostanziali della domanda. Le spese di lite sono state compensate.
Norme richiamate
art. 1, comma 2, del bando di concorso
riserva del 30% dei posti a favore dei volontari in ferma breve/prefissata ex artt. 678 e 1014 d.lgs. 66/2010
La disposizione della lex specialis disciplina una specifica riserva di posti per i volontari in ferma breve o prefissata.
art. 1, comma 3, del bando di concorso
fermi restando i diritti dei soggetti aventi titolo all’assunzione ai sensi della legge 12 marzo 1999, n. 68
La clausola fa salvi i diritti previsti dalla disciplina sulle categorie protette.
artt. 678 e 1014 d.lgs. 66/2010
Sono richiamati quale fondamento della riserva del 30% prevista dal bando per i volontari in ferma breve o prefissata.
art. 18, comma 4, d.lgs. 40/2017
È richiamato quale fondamento della riserva del 15% prevista dal bando per gli operatori volontari del servizio civile universale.
legge 12 marzo 1999, n. 68
La disciplina delle categorie protette è individuata come fonte del diritto soggettivo all’assunzione e al posto riservato, la cui controversia appartiene alla giurisdizione ordinaria.
art. 11, comma 2, c.p.a.
Consente la riproposizione della domanda davanti al giudice munito di giurisdizione, con salvezza degli effetti processuali e sostanziali della domanda.
art. 60 c.p.a.
La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata all’esito della camera di consiglio, sentite le parti.
Massime di principio
- Le controversie sul riconoscimento della riserva spettante a una persona appartenente alle categorie protette e sul conseguente diritto all’assunzione riguardano un diritto soggettivo al posto riservato e sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario, quando la procedura concorsuale si è conclusa.
- La giurisdizione amministrativa sulle procedure concorsuali non si estende alle controversie concernenti il diritto dell’invalido all’assunzione, poiché tale diritto sorge in un momento successivo alla conclusione della procedura e non implica un esercizio di discrezionalità amministrativa sulla posizione soggettiva dell’avente titolo.
- La qualificazione della controversia dipende dal petitum sostanziale: l’impugnazione formale di una graduatoria o di una nota amministrativa non attribuisce giurisdizione al giudice amministrativo se la pretesa sostanziale mira all’accertamento del diritto al posto riservato e all’assunzione.
- Il fatto che l’amministrazione neghi la riserva mediante un’interpretazione del bando non trasforma la controversia in una questione di interesse legittimo: l’interpretazione della lex specialis costituisce, in tal caso, una questione di merito da sottoporre al giudice ordinario.
- Quando il giudice amministrativo declina la giurisdizione, la domanda può essere riproposta davanti al giudice ordinario nei termini previsti dall’art. 11, comma 2, c.p.a., con conservazione degli effetti processuali e sostanziali della domanda.
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