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Cassazione Penale, Ordinanza n. 28836/2025 del 05/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

La difesa della condannata ha impugnato l'ordinanza con cui la Corte di appello, quale giudice dell'esecuzione, aveva dichiarato inammissibile l'istanza di applicazione in sede esecutiva della pena pecuniaria sostitutiva, o in subordine di altra pena sostitutiva, in relazione a una condanna pronunciata dal Tribunale e poi riformata in appello, divenuta irrevocabile dopo l'entrata in vigore della riforma Cartabia. Il ricorso deduceva erronea applicazione dell'art. 20-bis c.p. e violazione di legge, sostenendo in subordine l'illegittimità costituzionale della norma nella parte in cui non consentirebbe l'applicazione delle pene sostitutive in fase esecutiva.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la questione fosse stata correttamente respinta perché la disciplina delle pene sostitutive introdotta dal d.lgs. n. 150 del 2022 non è applicabile in sede esecutiva ai giudicati formatisi secondo le regole indicate, dovendosi far valere la relativa richiesta davanti al giudice della cognizione. Ha inoltre richiamato la propria giurisprudenza nel senso della manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 95 d.lgs. n. 150/2022, connessa alla salvaguardia della certezza del giudicato. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 20-bis c.p.

    norma invocata dalla difesa per ottenere l'applicazione delle pene sostitutive; la Corte ne esclude l'utilizzabilità in sede esecutiva nel caso di specie.

  • art. 95 d.lgs. n. 150/2022

    disciplina transitoria della riforma Cartabia; la Corte afferma che, per i procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore della riforma ma non in cassazione, la questione relativa alle pene sostitutive va proposta al giudice della cognizione e non in executivis.

  • art. 24, comma 2, Cost.

    richiamato nella censura di legittimità costituzionale, ritenuta infondata dalla Corte.

  • art. 27, comma 2, Cost.

    richiamato nella censura di legittimità costituzionale, ritenuta infondata dalla Corte.

  • art. 3 Cost.

    richiamato nel precedente di legittimità evocato dalla Corte per escludere il contrasto costituzionale.

  • art. 24 Cost.

    richiamato nel precedente di legittimità evocato dalla Corte per escludere il contrasto costituzionale.

Massime di principio

  • Le pene sostitutive introdotte dalla riforma Cartabia non possono essere automaticamente richieste in sede esecutiva quando la relativa disciplina transitoria prevede che la questione debba essere devoluta al giudice della cognizione.
  • La retroattività della disciplina penale più favorevole non opera indiscriminatamente su ogni norma incidentale sul trattamento penale, ma riguarda principalmente le norme che disciplinano reato e pena.
  • La salvaguardia della certezza dei rapporti coperti da giudicato può giustificare una deroga alla retroattività favorevole in materia di pene sostitutive.
  • Una questione già reputata manifestamente infondata dalla giurisprudenza di legittimità non consente di fondare utilmente un ricorso che si limiti a riproporre le stesse argomentazioni già esaminate.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando pretende di ottenere in sede esecutiva un beneficio che avrebbe dovuto essere richiesto nel giudizio di cognizione secondo la disciplina transitoria applicabile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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