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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10286/2022 del 23/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva rigettato la sua istanza di ammissione all'affidamento in prova al servizio sociale (misura alternativa), lamentando la violazione del diritto di difesa per la mancata ammissione del difensore in udienza. Il difensore aveva dichiarato un legittimo impedimento via PEC del 21/03/2021, per impossibilità di raggiungere le Marche a causa della collocazione della regione in "zona rossa"; se ammesso a difesa, avrebbe prodotto documentazione comprovante l'esistenza di un'attività lavorativa del condannato idonea a sostenere la richiesta della misura alternativa.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha rilevato l'assenza, nel ricorso, della documentazione richiamata (la PEC attestante il legittimo impedimento e la prova del rapporto di lavoro). Ha inoltre richiamato il principio secondo cui la dichiarazione di "zona rossa" non impedisce in assoluto la presenza del difensore (richiamo a Cass. Sez. IV, n. 3905/2021) e ha osservato che l'art. 2 del D.P.C.M. 2 marzo 2021 non giustifica l'assenza assoluta. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende per i profili di colpa che hanno determinato l'inammissibilità.

Norme richiamate

  • D.P.C.M. 2 marzo 2021, art. 2

    fatto peraltro non impedito dall'art. 2 d.P.C.M. 2 marzo 2021

    La Corte ha ritenuto che l'art. 2 del D.P.C.M. non giustifichi in via assoluta l'impossibilità del difensore di partecipare all'udienza a causa della "zona rossa" della regione di provenienza

  • Cass. Sez. IV, n. 3905 del 02/02/2021

    la dichiarazione di zona rossa della Regione di provenienza ... non costituisce un fattore idoneo a precludere al difensore la possibilità di presenziare in via assoluta all'udienza

    Giurisprudenza richiamata per affermare che la mera dichiarazione di zona rossa non esonera automaticamente il difensore dall'obbligo o dalla possibilità di presenziare; è richiesta documentazione e valutazione delle concrete modalità di partecipazione

Massime di principio

  • La mera dichiarazione di "zona rossa" della regione di provenienza non costituisce di per sé prova sufficiente dell'impossibilità del difensore a comparire; è necessario documentare concretamente il legittimo impedimento
  • Se si invoca un impedimento del difensore è imprescindibile allegare al ricorso (o produrre tempestivamente) la documentazione idonea (PEC, attestazioni di viaggio bloccato, motivi sanitari, ecc.) altrimenti il motivo può essere ritenuto inammissibile
  • Quando si deduce, a supporto della richiesta di misura alternativa, l'esistenza di un requisito obiettivo (es. rapporto di lavoro), occorre che la relativa prova documentale sia prodotta o indicata chiaramente nei termini procedurali; l'assenza di tali documenti espone al rigetto
  • In casi di impedimenti per motivi connessi a misure anti-COVID è opportuno valutare e richiedere per tempo modalità alternative (rinvio, partecipazione da remoto, delega o procura speciale), con documentazione che giustifichi l'impossibilità concreta di attivare tali modalità
  • L'inammissibilità per carenza probatoria può comportare non solo il rigetto del ricorso ma anche condanna alle spese e, se sussistono profili di colpa, sanzioni (es. somma alla Cassa delle ammende)

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