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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4532/2025 del 04/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha respinto l'opposizione avverso il decreto di rigetto della richiesta di restituzione del telefono cellulare sequestrato dopo l'esecuzione del decreto di perquisizione emesso in relazione al reato di cui all'art. 323 c.p. Contestazione per vizi di legge per omessa convalida del sequestro, motivazione ritenuta illogica e contraddittoria sulla natura "indiretta" dell'individuazione dei beni da sottoporre a sequestro e doglianza sulla natura esplorativa dell'intervento (sequestro indiscriminato dell'intero sistema informatico). Inoltre dedotta la sopravvenuta abrogazione del reato di abuso d'ufficio, che avrebbe fatto venir meno la base legale del vincolo reale.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Pur rilevando le criticità relative alla mancata convalida del sequestro e alle osservazioni del Tribunale in sede di riesame, la Corte ha ritenuto assorbente la sopravvenuta abrogazione del reato di abuso d'ufficio (art. 323 c.p.). Per tale motivo ha annullato senza rinvio sia l'ordinanza impugnata sia il decreto di perquisizione e sequestro emesso il 09/02/2024 e ha disposto la restituzione di quanto sequestrato all'avente diritto, rimettendo al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro l'esecuzione del provvedimento.

Norme richiamate

  • art. 323 cod. pen. (abuso d'ufficio)

    La norma costituiva la base legale del decreto di perquisizione e sequestro; la sua sopravvenuta abrogazione ha fatto venire meno la legittimazione del vincolo reale, giustificando l'annullamento e la restituzione.

  • legge 9 agosto 2024, n. 114, art. 1, comma 1, lett. b)

    Ha abrogato la fattispecie di abuso d'ufficio (art. 323 c.p.); la Corte ha ritenuto tale sopravvenuta abrogazione determinante per la perdita della base giuridica del sequestro.

Massime di principio

  • Se, dopo l'esecuzione di un sequestro, la fattispecie di reato che ne costituiva la base viene abrogata, il vincolo reale perde la sua giustificazione normativa e può essere revocato con conseguente restituzione dei beni.
  • La sopravvenuta modifica/abrogazione della norma penale che giustificava il provvedimento cautelare può risultare decisiva anche se permangono profili procedurali (es. mancata convalida): il giudice di legittimità può annullare senza rinvio quando viene meno il presupposto normativo.
  • I provvedimenti di perquisizione e sequestro devono indicare con specificità gli oggetti da sottoporre a vincolo; la delega generica alla polizia giudiziaria e l'aspirazione a un'esplorazione indiscriminata dell'apparato informatico possono costituire profili di illegittimità rilevanti in sede di opposizione.
  • In caso di sequestro di dispositivi digitali è opportuno contestare tempestivamente la proporzionalità e l'adeguatezza della misura, chiedendo eventualmente imaging mirati e la restituzione delle parti non pertinenti all'indagine.
  • Allorché venga meno la base normativa del sequestro, conviene chiedere con urgenza la restituzione e segnalare la sopravvenuta abrogazione al magistrato competente per accelerare l'esecuzione del provvedimento di restituzione.

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