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Sentenza

Sentenza del 06/06/2017 n. 1419 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana

Accertamento imposte - Attività ispettiva - Processo verbale finalizzato all'acquisizione di dati e documentazione - Sussumibilità nella categoria di processo verbale di chiusura delle operazioni - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il contribuente ha contestato la legittimità dell'avviso di accertamento emanato prima del decorso di sessanta giorni dal rilascio del processo verbale relativo all'accesso presso i locali destinati all'attività. La questione riguardava se il verbale redatto per la sola acquisizione di dati, documenti ed elementi, senza rilievi o contestazioni, dovesse essere considerato un processo verbale di chiusura delle operazioni ai sensi dell'art. 12, comma 7, dello Statuto dei diritti del contribuente.

La decisione

La sentenza afferma che il termine dilatorio di sessanta giorni decorre dal rilascio al contribuente della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni e si applica a ogni accesso, ispezione o verifica effettuato presso i locali del contribuente, anche quando l'attività si sia limitata alla mera acquisizione di dati e documenti e il verbale non contenga rilievi. L'avviso emesso prima della scadenza del termine è illegittimo, salvo che l'Amministrazione dimostri specifiche ragioni di urgenza.

Norme richiamate

  • Legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 12, comma 7

    Il termine dilatorio di sessanta giorni per l'emanazione dell'avviso di accertamento decorre dal rilascio al contribuente della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni.

    La norma tutela il contraddittorio e impone, in linea generale, di attendere sessanta giorni prima di emettere l'accertamento quando vi sia stato un accesso, un'ispezione o una verifica presso i locali del contribuente. La violazione determina l'illegittimità dell'atto, salvo specifiche ragioni di urgenza.

  • D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 52, comma 6

    Dev'essere redatto processo verbale delle operazioni compiute.

    Anche un accesso finalizzato alla sola acquisizione di dati, elementi, documenti o notizie deve risultare da un processo verbale.

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 33

    La disposizione richiama, per gli accertamenti sulle imposte dirette, le regole previste dall'art. 52 del D.P.R. n. 633 del 1972 in materia di accessi, ispezioni e verifiche.

Massime di principio

  • Il termine di sessanta giorni si applica ogni volta che l'Amministrazione effettua un accesso presso i locali del contribuente, anche se l'attività è meramente conoscitiva e non emergono contestazioni.
  • Il verbale redatto per la sola acquisizione di documentazione può costituire il processo verbale di chiusura delle operazioni e far decorrere il termine dilatorio.
  • Un avviso di accertamento emesso prima della scadenza dei sessanta giorni è normalmente illegittimo, senza necessità di dimostrare uno specifico pregiudizio difensivo.
  • L'Amministrazione può superare il termine soltanto in presenza di concrete e specifiche ragioni di urgenza, che devono essere adeguatamente indicate e giustificate.
  • Ai fini dell'applicazione della garanzia, conta l'effettivo accesso nei locali dell'attività e la chiusura delle operazioni, non la presenza di rilievi o addebiti nel verbale.

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