Cassazione Penale, Sentenza n. 21756/2023 del 22/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione, nella camera di consiglio del 20/01/2023, udendo la relazione del consigliere Benedetto Paternò Raddusa, ha rilevato che il ricorrente è deceduto e che ciò determina l'estinzione del reato. Per tali ragioni ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per essere il reato estinto per morte dell'imputato.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso in Cassazione proposto da Luigi Antonucci avverso la sentenza emessa il 05/03/2021 dalla Corte d'Appello di Napoli. Il testo fornito non specifica i motivi sostanziali dell'impugnazione; tuttavia il procedimento di legittimità è proseguito fino all'esame, ove è emersa la circostanza del decesso del ricorrente.
Massime di principio
- La morte dell'imputato determina l'estinzione del reato e comporta la cessazione del procedimento penale: la Corte può dichiarare l'estinzione e annullare senza rinvio le decisioni impugnate per carenza di oggetto.
- In presenza di decesso dell'imputato la sentenza penale non può più produrre effetti punitivi; l'azione pubblica si estingue e non è possibile eseguire pene o misure personali.
- La verifica dello stato di morte deve essere compiuta sul piano probatorio (es. certificato di morte) e può essere rilevata d'ufficio dalla Corte o fatta valere dalle parti; la declaratoria di estinzione presuppone accertamento del decesso.
- Gli effetti civili collegati al reato (eventuali risarcimenti, azioni civili) possono avere autonomia rispetto all'estinzione penale: va valutato separatamente se e come tali azioni possano essere esercitate nei confronti degli eredi o soggetti responsabili.
- Se nel provvedimento di merito erano previste misure patrimoniali o provvedimenti accessori, occorre verificare se la loro applicabilità sopravvive all'estinzione penale o se devono essere rimessi all'ulteriore valutazione del giudice competente.
Testo integrale
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