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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28520/2025 del 04/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione con unico motivo: violazione di legge in relazione agli artt. 624 e 625 n.7 cod. pen. e al D.Lgs. 150/2022. Il ricorrente contestava che la Corte d'appello avesse ritenuto il reato procedibile d'ufficio per la sussistenza dell'aggravante di cui all'art. 625 n.7 (bene destinato a pubblico servizio o pubblica utilità), mentre la sentenza di primo grado aveva motivato l'aggravante come "bene esposto per necessità o consuetudine alla pubblica fede"; per effetto della modifica dell'art. 624 comma 3 operata dal D.Lgs. 150/2022 il ricorrente sosteneva che il reato fosse ormai procedibile solo a querela e che quindi la Corte d'appello avrebbe dovuto dichiarare la non procedibilità per difetto della querela.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. In via preliminare ha ritenuto il motivo inammissibile perché non era stato dedotto con il corrispondente motivo in sede di appello, richiamando l'art. 606 c.3 c.p.p. e la giurisprudenza sulla devoluzione delle questioni. Sul merito la Corte ha comunque esaminato e confermato che, dopo il D.Lgs. 150/2022, il delitto di furto è in linea generale procedibile a querela, ma resta procedibile d'ufficio se ricorre l'aggravante di cui all'art. 625 n.7 (o altre eccezioni previste). Ha ritenuto l'aggravante dell'essere la cosa destinata a pubblico servizio adeguatamente contestata, anche per espressioni performative che indicavano la sottrazione di energia elettrica mediante allaccio abusivo alla rete pubblica (la rete distribuisce energia a tutti gli utenti), e ha quindi confermato la procedibilità d'ufficio e la condanna già pronunciata in primo grado. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.

    reato di furto; modifica D.Lgs. 150/2022 che incide sulla procedibilità

    Dopo la modifica introdotta dal D.Lgs. 150/2022 il furto è in generale procedibile a querela, salvo le eccezioni espressamente previste dal comma 3.

  • art. 625 c.p., n.7

    aggravante per aver commesso il fatto su cose destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità

    La sussistenza di tale aggravante rende il reato procedibile d'ufficio; si tratta di una aggravante 'valutativa' che richiede verifica sulla natura giuridica della cosa, ma può essere efficacemente contestata anche mediante espressioni evocative che consentano all'imputato di difendersi.

  • D.Lgs. 10 ottobre 2022 n.150

    art. 2, comma 1, lett. i) (in vigore dal 30/12/2022)

    Ha modificato l'art. 624 c.p. rendendo il furto in generale procedibile a querela della persona offesa, introducendo le eccezioni che mantengono la procedibilità d'ufficio (tra cui l'art. 625 n.7).

  • art. 606 c.p.p., comma 3

    limiti di deducibilità dei motivi in cassazione

    Impedisce deduzioni in cassazione di questioni non devolute al giudice d'appello con la necessaria specificità; motivo in cassazione inammissibile se non corrisposto in appello, salvo questioni rilevabili d'ufficio.

  • Sez. U, n. 24906 del 18/4/2019 (Sorge)

    giurisprudenza delle Sezioni Unite sulla contestazione delle aggravanti

    Distinzione tra aggravanti 'in fatto' (autoevidenti e contestabili per capitoli generici) e aggravanti 'valutative' che richiedono specificità; tuttavia le Sezioni Unite ammettono che un'aggravante valutativa possa essere efficacemente contestata tramite espressioni evocative idonee a informare l'imputato.

  • Giurisprudenza Sez. 5 (es. n. 14890/14.3.2024, n. 14888/14.3.2024, n. 28108/7.6.2024)

    cassazioni di merito richiamate dalla sentenza

    Affermano che l'aggravante per destinazione a pubblico servizio può essere considerata adeguatamente contestata anche tramite perifrasi o indicazioni circostanziali, in linea con l'orientamento delle Sezioni Unite.

Massime di principio

  • In cassazione non possono essere sollevate questioni che non siano state dedotte con il corrispondente motivo in grado di appello, salvo profili rilevabili d'ufficio.
  • Dopo il D.Lgs. 150/2022 il furto è, in linea di principio, procedibile a querela della persona offesa, ma permangono eccezioni che rendono il reato procedibile d'ufficio (per esempio l'art. 625 n.7).
  • L'aggravante prevista dall'art. 625 n.7 (cose destinate a pubblico servizio o pubblica utilità) mantiene la procedibilità d'ufficio e va valutata con un accertamento di natura giuridica sulla destinazione della cosa.
  • Le aggravanti 'valutative' non richiedono sempre una formula testuale rigida nell'imputazione: sono ammissibili anche contestazioni tramite espressioni evocative e circostanziali, purché consentano all'imputato di conoscere l'addebito e di difendersi.
  • Nel caso di furto tramite allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica, è spesso possibile ritenere la destinazione a pubblico servizio sussistente, giustificando la procedibilità d'ufficio anche indipendentemente dal danno ad altri utenti.
  • Il giudice deve verificare la corrispondenza tra contestazione e sentenza: se l'imputazione e la difesa hanno avuto contezza dell'aggravante, la sua applicazione in sentenza è legittima anche se formulata con termini non testuali.

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