Cassazione Penale, Sentenza n. 16208/2022 del 27/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma delle condanne per reati tributari e di bancarotta connessi al fallimento della "Giorgio 2010 s.r.l.". Contestazioni principali: (i) violazione del principio di correlazione tra imputazione e sentenza per l'inclusione di compensazioni operate fuori dal periodo contestato e conseguente superamento della soglia di punibilità ai sensi dell'art. 10‑quater d.lgs. 74/2000; (ii) vizio di motivazione e inversione dell'onere della prova sulla destinazione aziendale delle somme prelevate (bancarotta fraudolenta vs. preferenziale); (iii) contestazione della qualifica di amministratori di fatto per Catuscia Raccagni e De Matteis; (iv) carenza di prova del dolo specifico per la bancarotta documentale e per i reati tributari (addebito ai consulenti); (v) mancato riconoscimento delle attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha ritenuto infondate le censure sul principio di correlazione, richiamando che non è avvenuta alcuna trasformazione radicale del fatto e che l'imputazione era sufficientemente precisa. Ha respinto le doglianze relative all'interpretazione dell'art. 10‑quater, affermando che la norma non limita temporalmente i crediti considerabili e che il riferimento all'"annualità" riguarda solo la soglia quantitativa. Ha dichiarato inammissibili come sindacato di merito le richieste di rivalutazione delle prove e della motivazione (qualifica di amministratori di fatto, destinazione delle somme, dolo specifico); ha inoltre ritenuto corretta l'applicazione del principio per cui la prova della distrazione può desumersi dalla mancata indicazione della destinazione aziendale dei prelievi. Per effetto dell'inammissibilità, ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
artt. 521 e 522 cod. proc. pen.
Richiamati in relazione al principio di correlazione fra imputazione e sentenza; la Corte valuta che non sia stata violata la correlazione formale e sostanziale nell'imputazione.
art. 606, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
Norma che disciplina i motivi di ricorso in Cassazione; i ricorrenti hanno fondato alcune doglianze su categorie che la Corte ritiene in realtà sindacato di merito.
art. 10‑quater, comma 2, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
La Corte interpreta la norma nel senso che la misura della soglia riguarda l'ammontare complessivo annuo dei crediti indebitamente portati in compensazione e non limita l'esame ai soli crediti maturati nel medesimo anno d'imposta; dunque crediti maturati in anni diversi ma portati in compensazione nello stesso anno rilevano ai fini della soglia.
artt. 216 e 223 legge fallimentare
Richiamati nei profili di bancarotta (distrattiva e documentale); la Corte conferma che la prova della distrazione può ricavarsi anche dalla mancata dimostrazione della destinazione aziendale dei prelievi da parte degli amministratori.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che disciplina la condanna alle spese per ricorsi inammissibili; applicata per condannare i ricorrenti al pagamento delle spese.
Giurisprudenza di legittimità (Sez. U, n. 36551 del 15/07/2010, Carelli; Sez. 5, n. 8260 del 22/9/2015, Aucello; Sez. 5, n. 11095 del 13/2/2014, Ghirardelli)
Principi richiamati: quando si configura mutamento del fatto ai fini della correlazione; e principio per cui la distrazione può desumersi dalla mancata dimostrazione della destinazione aziendale. La Corte li applica per rigettare le censure.
Massime di principio
- Il principio di correlazione imputazione-sentenza richiede una trasformazione radicale del fatto per essere violato: cambiamenti meramente attenuanti o l'aggiunta di specificazioni non determinano di per sé inammissibilità se l'imputato ha potuto difendersi concretamente.
- L'art. 10‑quater d.lgs. 74/2000 va interpretato considerando la soglia quantitativa sull'anno di compensazione, senza un vincolo al solo anno di maturazione del credito; crediti maturati in anni diversi ma portati in compensazione nell'anno rilevante concorrono al computo.
- In tema di bancarotta fraudolenta, la prova della distrazione può essere desunta dalla documentazione bancaria e dalla mancata indicazione, da parte dell'amministratore, della destinazione aziendale dei prelievi: la mancata prova della destinazione legittima è sintomatica di distrazione.
- La Cassazione ha limiti netti: non può effettuare una rivalutazione in fatto o una nuova lettura delle prove (sindacato di merito è precluso); può solo verificare la logica e la completezza della motivazione del giudice di merito.
- Le attenuanti generiche possono essere negate in relazione alla gravità, alla pluralità dei reati e alla condotta concreta dell'imputato; la comparazione delle posizioni fra coimputati può giustificare riconoscimenti differenziati.
- Le censure di nullità o vizio di motivazione che in realtà mirano a ottenere una diversa ricostruzione fattuale sono inammissibili in Cassazione se non specificamente ancorate a profili di diritto o a travisamento della prova.
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