Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4226/2023 del 01/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza d'appello che li aveva dichiarati responsabili, in concorso, del porto e della detenzione di una pistola mitragliatrice tipo Scorpio nell'ambito di una "ronda" armata organizzata da un clan camorristico; le censure principali erano: carenza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione; mancata valutazione di prove favorevoli (es. giustificazione della presenza in loco, stato di incensuratezza, lavori onesti); critica dell'uso e del vaglio delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia; errata qualificazione del concorso nella detenzione/porto dell'arma e dell'applicabilità dell'aggravante di cui all'art. 7 legge 203/1991; e contestazione del diniego delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi infondati e li ha respinti. Ha ritenuto che la Corte di appello avesse adeguatamente motivato la condanna sulla base di: (i) dichiarazioni convergenti di numerosi collaboratori di giustizia (in particolare Campanile e altri), (ii) dichiarazioni e riconoscimenti operativi degli agenti di polizia intervenuti, e (iii) riscontri tra le fonti di prova. La Cassazione ha confermato l'applicabilità del concorso di persone nel porto e nella detenzione dell'arma quando il gruppo ha programmato e realizzato un'azione armata, e ha condiviso la valutazione che la detenzione è logicamente connaturata al porto salvo prova contraria. Ha altresì ritenuto legittima l'applicazione dell'aggravante ex art. 7 legge 203/1991 per il vantaggio al clan e legittimo il diniego delle attenuanti generiche. Alcune censure sono state dichiarate inammissibili per genericità o perché rimettevano alla valutazione di merito questioni fattuali già esaurientemente motivate.

Norme richiamate

  • art. 606, lett. e), cod. proc. pen.

    Norma rilevata per valutare i motivi di cassazione relativi alla carenza o contraddittorietà della motivazione; la Corte ha ritenuto che le motivazioni di merito fossero adeguate e logiche e che i rilievi fossero in gran parte contestazioni di fatto non sindacabili in cassazione

  • art. 416-bis cod. pen.

    Richiamato come circostanza fattuale (ambientale) rilevante per qualificare che gli imputati agivano avvalendosi di condizioni di associazione di tipo mafioso; la Corte ha ritenuto che la partecipazione al clan e le azioni a favore dello stesso giustificassero l'applicazione delle aggravanti collegate

  • art. 7 legge 203/1991

    Aggravante contestata e confermata: applicabile quando l'azione agevoli la supremazia/attività di un'organizzazione camorristica; la Corte ha ritenuto provato il carattere intimidatorio delle 'ronde' e l'intento di favorire il clan

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato nel contesto del concorso di persone; la Corte ha applicato i principi di responsabilità concorrente quando i partecipanti condividono il progetto criminoso e realizzano insieme l'azione armata

  • art. 62-bis cod. pen.

    Richiamato indirettamente in relazione alle attenuanti generiche: il diniego è stato ritenuto legittimo per il prevalente disvalore del fatto e l'appartenenza degli imputati ad ambienti camorristici

  • art. 533, primo comma, cod. proc. pen.

    Citato dalla difesa come norma sul mancato esame di prova decisiva; la Corte ha ritenuto invece che le prove favorevoli fossero state esaminate e valutate nel giudizio di merito

  • artt. 192 e 533 cod. proc. pen.

    Richiamati dalla difesa in relazione al corretto esame delle prove e al verbale di arresto; la Corte ha ritenuto che non vi fosse omissione o travisamento tale da invalidare la decisione

  • art. 591 e art. 581, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Norme richiamate in tema di requisiti di specificità del ricorso per cassazione; la Corte ha dichiarato inammissibili alcuni motivi per genericità

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamato in tema di attenuanti generiche: la Corte ha ricordato che il giudice di merito può fondare il diniego anche su un solo elemento negativo della personalità o della modalità del fatto

  • art. 10, 12 e 14 legge 497/74

    Richiamate dalla difesa in relazione a questioni processuali/cautelari; la Corte ha ritenuto non fondati i rilievi collegati all'applicazione/interpretazione di tali disposizioni nel merito della responsabilità penale

Massime di principio

  • La Cassazione non è chiamata a rivedere la valutazione del merito dei fatti: i motivi che si limitano a proporre una diversa lettura delle prove sono inammissibili o infondati, salvo macroscopici travisamenti nelle sentenze di merito.
  • Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia possono reggere una condanna se risultano convergenti, ricche di particolari e corredate da riscontri esterni quali testimonianze di agenti o elementi concreti: il giudice deve svolgere adeguato esame critico ma può fondarvi la decisione.
  • Il concorso di persone nel porto e nella detenzione di armi può essere ricostruito anche quando l'arma è materialmente nella disponibilità di un solo soggetto, se il gruppo ha programmato un'azione delittuosa prevedendo l'uso dell'arma e si è recato insieme nel luogo dell'evento.
  • La detenzione si presume quando è provato il porto dell'arma, salvo prova contraria in ordine alla temporalità o alla titolarità della detenzione: spetta a chi ne asserisce l'assenza dimostrare l'inizio distinto della detenzione.
  • Per escludere il concorso e qualificare la condotta come mera connivenza non punibile è necessario dimostrare che l'agente abbia mantenuto un atteggiamento meramente passivo, senza apportare un contributo consapevole che rafforzi o agevoli l'azione criminale degli altri.
  • L'applicazione di aggravanti legate all'affiliazione o al favore a gruppi criminali richiede una motivazione che attesti l'appartenenza o il concreto apporto all'attività del gruppo; motivazione dettagliata e riferimenti probatori sono essenziali.
  • Le impugnazioni per cassazione devono essere specifiche: indicare esattamente quale punto della motivazione si contesta e perché; motivi generici o ripetizioni delle doglianze già respinte in appello sono frequentemente dichiarati inammissibili.
  • Il diniego o la concessione delle attenuanti generiche dipende dalla valutazione globale della personalità dell'imputato e del disvalore del fatto; anche un solo elemento negativo può giustificare il diniego, se adeguatamente motivato.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.