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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17791/2024 del 06/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale impugnava la sentenza del Tribunale di Velletri che aveva dichiarato intervenuta la prescrizione del reato e disponeva la restituzione dei corpi di reato (armi e munizioni). Il motivo di ricorso adduceva violazione di legge per avere il giudice omesso di disporre la confisca obbligatoria delle armi e delle munizioni, misura che il ricorrente riteneva dovesse essere applicata anche in presenza di estinzione del reato per prescrizione.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Avendo la Ciriaci deceduto dopo la proposizione del ricorso per cassazione, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del rapporto processuale (morte dell'imputata) e, in applicazione del principio di diritto consolidato, ha disposto che la confisca delle armi e delle munizioni deve comunque essere effettuata. In sostanza: annullamento senza rinvio della sentenza in relazione all'accertamento di estinzione del reato per prescrizione e per la morte, e conferma dell'obbligo di confisca degli oggetti sottoposti a sequestro.

Norme richiamate

  • art. 20-bis, legge 18 aprile 1975, n. 110

    Richiamato quale norma applicata dal Tribunale per dichiarare la prescrizione del reato relativo al possesso illecito di armi; usato come riferimento per l'estinzione del reato per prescrizione.

  • art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    La Corte richiama il principio per cui la morte dell'imputato intervenuta dopo la proposizione del ricorso per cassazione impone l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, essendo estinto il rapporto processuale e preclusa ogni pronuncia sul merito.

  • Sez. 1, n. 1264 del 10/11/2006 (Pisciotta)

    Giurisprudenza consolidata richiamata per affermare che la confisca patrimoniale delle armi è obbligatoria per i reati concernenti le armi anche se il reato si estingue (per prescrizione o per morte), eccetto nei casi di assoluzione nel merito per insussistenza del fatto o se l'arma appartiene a persona estranea al reato.

  • Sez. 4, n. 16819 del 20/04/2022 (Regazzoni) e Sez. 3, n. 23906 del 12/05/2016 (Patti)

    Precedenti giurisprudenziali richiamati sulla conseguenza della morte dell'imputato dopo la proposizione del ricorso per cassazione: annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per causa estintiva del rapporto processuale.

Massime di principio

  • Se l'imputato muore dopo la proposizione del ricorso per cassazione, il rapporto processuale si estingue e la Cassazione deve annullare la sentenza impugnata senza rinvio, senza pronunciarsi sul merito della responsabilità penale.
  • La confisca delle armi e delle munizioni legata a reati concernenti armi è misura di sicurezza patrimoniale obbligatoria e va disposta anche quando il reato si è estinto per prescrizione o per morte dell'imputato, salvo assoluzione nel merito per insussistenza del fatto o dimostrata appartenenza dei beni a soggetti estranei al reato.
  • L'estinzione del reato (per prescrizione o per morte) non comporta automaticamente la restituzione dei corpi di reato quando sussiste l'obbligo di confisca: il giudice deve valutare e decidere specificamente sulla misura patrimoniale.
  • Nei procedimenti che coinvolgono beni sequestrati per reati armi-correlati, le questioni di proprietà devono essere esaminate quando rilevanti; se emerga che i beni appartengono a terzi estranei al reato, la confisca può essere esclusa.
  • I pubblici ministeri possono proporre ricorso per far valere l'obbligo di misure cautelari o di sicurezza patrimoniale anche quando il procedimento sia estinto sul piano penale, e la Cassazione può pronunciarsi sulle misure patrimoniali nonostante l'impossibilità di decidere sulla colpevolezza sostanziale.

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