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Sentenza

Sentenza n. 1616/2026 - Milano, Sezione 4

per l'annullamento - del provvedimento di rideterminazione del canone di occupazione ai sensi del DM 16 marzo 2011 prot. n. -OMISSIS- del 24 febbraio 2025, notificato all’interessato a mezzo mail ordinaria in pari data; - della Relazione esplicativa redatta dal Tecnico incaricato del 3° Reparto Infrastrutture di Milano il 27 gennaio 2025; - del verbale di determinazione dei valori per la definizione del canone del 3° Reparto Infrastrutture; - del provvedimento di decorrenza canone emanato lettera n. -OMISSIS- 6 marzo 2025 del 3° Reparto infrastrutture; - di ogni altro atto connesso, presupposto e consequenziale.

Giustizia amministrativa202501674

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Rideterminazione del canone di occupazione dell'ex alloggio di servizio, unitamente agli atti presupposti e consequenziali

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la rideterminazione del canone di occupazione dell'abitazione in cui vive, adottata ai sensi del d.m. 16 marzo 2011, deducendo l'errata applicazione dei criteri di calcolo. In particolare, ha contestato la contraddittorietà tra la relazione esplicativa del 2016 e quella del 2025 quanto allo stato conservativo dell'immobile: pur essendo trascorsi ulteriori nove anni, la relazione più recente avrebbe attribuito all'immobile un migliore stato di conservazione. Ha inoltre dedotto confusione tra la valutazione del coefficiente K1 e quella dello stato conservativo previsto dalle tabelle OMI, nonché l'erronea attribuzione del coefficiente K4 pari a 1,05.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Nel corso del giudizio il Ministero della Difesa ha depositato una nota del Comando territoriale Nord dalla quale risultava l'annullamento in autotutela della rideterminazione del canone e di tutti gli atti connessi. Tale annullamento ha fatto venir meno, allo stato, la pretesa impositiva dell'amministrazione nei confronti del ricorrente, determinando il venir meno dell'interesse a una decisione sull'impugnazione, senza tuttavia definire in via definitiva la complessa vicenda sostanziale. Le spese sono state compensate per la peculiarità della questione.

Norme richiamate

  • d.m. 16 marzo 2011

    È il decreto ministeriale richiamato quale base normativa dei criteri di determinazione del canone di occupazione dell'alloggio di servizio; il giudice non ne esamina il merito applicativo perché dichiara il ricorso improcedibile.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità del ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, per disporre l'oscuramento delle generalità del ricorrente.

Massime di principio

  • L'annullamento in autotutela dell'atto impugnato e degli atti connessi, intervenuto nel corso del giudizio, determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sull'azione di annullamento quando viene meno, allo stato, la pretesa amministrativa lesiva nei confronti del ricorrente.
  • La sopravvenuta carenza di interesse comporta l'improcedibilità del ricorso anche quando l'annullamento in autotutela non definisce in via definitiva la complessiva vicenda sostanziale sottostante, purché sia venuto meno l'interesse concreto e attuale alla pronuncia sul provvedimento impugnato.

Come è indicizzato

MateriePatrimonio e alienazioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaSopravvenuta carenza di interesse

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