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Sentenza

Sentenza n. 1325/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202601191

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di esclusione dall'anagrafe del fabbisogno abitativo ERP per mancata presentazione del permesso di soggiorno almeno biennale del coniuge straniero

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento comunale definitivo di esclusione dalla domanda ERP, nonché gli atti presupposti e le disposizioni dell'art. 9, comma 1, lett. a), del regolamento regionale Campania n. 11/2019 e dell'art. 2, comma 1, lett. a), dell'Avviso pubblico ERP 2022. L'esclusione era motivata dalla mancata presentazione del permesso di soggiorno almeno biennale del coniuge, cittadino marocchino. La ricorrente ha dedotto l'erronea interpretazione del regolamento e dell'avviso, sostenendo che il coniuge avesse diritto al rilascio del permesso di soggiorno quale familiare di cittadina italiana; ha inoltre dedotto la violazione delle regole procedimentali e il contrasto con la disciplina costituzionale e convenzionale di tutela dello straniero. Ha chiesto anche, ove necessario, l'autorizzazione alla notifica per pubblici proclami ai potenziali controinteressati. Il TAR ha rilevato che la domanda era stata presentata prima del matrimonio e non contemplava tale evento. In ogni caso, la ricorrente contestava anche requisiti generali del regolamento e dell'avviso, ritenuti immediatamente lesivi.

La decisione

Il TAR ha deciso il ricorso con sentenza semplificata. Ha ritenuto che l'art. 9, comma 1, lett. a), del regolamento regionale e l'art. 2, comma 1, lett. a), dell'Avviso ERP 2022 prescrivano tassativamente, per lo straniero, il possesso di un permesso di soggiorno almeno biennale sia alla data di presentazione della domanda sia al momento dell'assegnazione. Tali disposizioni generali erano immediatamente lesive e avrebbero dovuto essere impugnate tempestivamente; la loro contestazione soltanto con il ricorso è stata quindi dichiarata irricevibile. Il giudice ha inoltre escluso che il procedimento relativo al rilascio del permesso di soggiorno del coniuge potesse essere utilmente fatto valere dalla ricorrente nel presente giudizio: la relativa pretesa doveva essere azionata dal diretto interessato nei confronti dell'autorità competente mediante l'azione avverso il silenzio-inadempimento. Per la parte relativa alla pretesa discriminazione della pubblica amministrazione, il TAR ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del giudice ordinario, ai sensi dell'art. 44 d.lgs. 286/1998, qualificando tale parte come inammissibile. Il ricorso è stato pertanto dichiarato in parte irricevibile e in parte inammissibile. Sono state compensate le spese. È stata inoltre definitivamente rigettata l'istanza di gratuito patrocinio.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti.

  • art. 49, comma 2, c.p.a.

    Il giudice lo ha richiamato per ritenere superflua la pronuncia sull'integrazione del contraddittorio.

  • art. 41, comma 4, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla richiesta di autorizzazione alla notifica per pubblici proclami ai potenziali controinteressati.

  • art. 9, comma 1, lett. a), regolamento Regione Campania 28 ottobre 2019, n. 11

    Prescrive tassativamente il possesso, da parte dello straniero, di un permesso di soggiorno almeno biennale alla data di presentazione della domanda e al momento dell'assegnazione.

  • art. 2, comma 1, lett. a), Avviso pubblico ERP 2022

    Riproduce il requisito del permesso di soggiorno almeno biennale, ritenuto dal giudice immediatamente lesivo e non tempestivamente impugnato.

  • art. 44 d.lgs. 286/1998

    Attribuisce al giudice ordinario la cognizione delle pretese relative alla natura discriminatoria della condotta della pubblica amministrazione.

Massime di principio

  • Le disposizioni generali del regolamento e del bando che fissano requisiti di ammissione a una procedura ERP sono immediatamente lesive quando precludono ab origine la partecipazione o l'accesso al beneficio; devono quindi essere impugnate entro il termine decorrente dalla loro conoscenza, senza poter essere contestate tardivamente insieme all'atto individuale di esclusione.
  • Quando il bando e la disciplina regolamentare prescrivono tassativamente il possesso di un permesso di soggiorno almeno biennale sia alla data della domanda sia al momento dell'assegnazione, l'amministrazione è tenuta ad applicare tale requisito e non può sostituirlo con una valutazione prognostica sul futuro rilascio del titolo di soggiorno.
  • La pretesa al rilascio del permesso di soggiorno deve essere fatta valere dal diretto interessato nei confronti dell'autorità competente; ove l'amministrazione rimanga inerte, lo strumento processuale è l'azione avverso il silenzio-inadempimento, non la contestazione indiretta del requisito nell'ambito della procedura ERP.
  • Le controversie relative alla natura discriminatoria della condotta o dell'atto della pubblica amministrazione sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario ai sensi dell'art. 44 d.lgs. 286/1998.

Come è indicizzato

MaterieEdilizia residenziale pubblicaPermesso di soggiornoGiurisdizione e riparto
RamiEdiliziaImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardivitàRiparto di giurisdizioneSilenzio della pubblica amministrazioneLegittimazione e interesse a ricorrere

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