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Sentenza

Sentenza del 13/02/2015 n. 2919 - Corte di Cassazione

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Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Campania che aveva confermato l'avviso di accertamento Tosap relativo all'anno 2001. Sosteneva di essere esente dalla tassa in quanto società a capitale interamente comunale, gestore di un pubblico servizio e non concessionaria amministrativa, operando sulla base di un contratto di servizio. Deduceva inoltre che le occupazioni del sottosuolo riguardavano condutture e impianti appartenenti al patrimonio indisponibile comunale, detenuti in comodato per lo svolgimento del servizio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la CTR avesse accertato in fatto l'esistenza di un rapporto di concessione amministrativa e che la società avesse contestato tale qualificazione mediante motivi formalmente prospettati come violazione di legge, anziché come vizio di motivazione. I motivi erano inoltre privi di autosufficienza, poiché la ricorrente non aveva riprodotto né indicato adeguatamente i documenti e gli atti processuali dai quali risultasse che la diversa qualificazione come contratto di servizio fosse stata già dedotta nei precedenti gradi di giudizio. La società è stata condannata al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 4.000 euro per compensi professionali, oltre spese forfettarie e accessori di legge.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 38

    La società lo invocava per sostenere la propria esenzione dalla Tosap in ragione della natura pubblica della partecipazione e della gestione di un pubblico servizio, ma la censura non è stata esaminata nel merito perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

  • D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 49, comma 1, lettere a) ed e)

    La disposizione disciplina le esenzioni dalla Tosap. Secondo l'accertamento della CTR, il rapporto era concessorio e l'esenzione relativa agli impianti concessori avrebbe richiesto la previsione della devoluzione gratuita degli impianti al Comune al termine del rapporto, previsione ritenuta mancante.

  • Art. 75, comma 3, c.p.c.

    Le persone giuridiche stanno in giudizio a mezzo di chi le rappresenta.

    La Corte ha ritenuto infondata l'eccezione relativa alla legittimazione processuale, poiché dagli atti risultava che il rappresentante legale aveva conferito a un procuratore speciale il potere di rappresentare la società davanti a qualsiasi autorità giudiziaria.

  • Art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    Il motivo per violazione o falsa applicazione di legge riguarda l'erronea interpretazione della fattispecie astratta prevista dalla norma. Non può essere utilizzato per contestare la ricostruzione dei fatti e la qualificazione concreta del rapporto, che devono essere censurate, nei limiti consentiti, come vizio di motivazione.

  • Art. 366 c.p.c. e principio di autosufficienza del ricorso per cassazione

    Il ricorso deve contenere tutti gli elementi necessari per consentire alla Corte di valutare le censure senza dover ricercare autonomamente atti e documenti nei fascicoli dei precedenti gradi. Il generico rinvio ad atti non riprodotti o non adeguatamente indicati comporta l'inammissibilità.

Massime di principio

  • La natura pubblica del capitale di una società e la gestione di un pubblico servizio non comportano automaticamente l'esenzione dalla Tosap: occorre verificare puntualmente i presupposti previsti dalla norma applicabile.
  • La qualificazione del rapporto come concessione amministrativa o come contratto di servizio è una questione di fatto, fondata sui contenuti degli atti e dei documenti; in Cassazione non può essere contestata impropriamente come semplice violazione di legge.
  • Chi sostiene una diversa qualificazione giuridica del rapporto deve dimostrare di averla tempestivamente dedotta nei precedenti gradi di giudizio e deve indicare o riprodurre nel ricorso gli atti decisivi.
  • Il principio di autosufficienza impone che il ricorso per cassazione esponga con precisione fatti, documenti e passaggi processuali rilevanti; il mancato rispetto di tale onere può impedire l'esame del merito.
  • Per ottenere un'esenzione relativa a impianti collocati su suolo o sottosuolo pubblico è necessario verificare non solo la proprietà pubblica degli impianti o la destinazione al pubblico servizio, ma anche la specifica fattispecie normativa e, nei rapporti concessori, l'eventuale previsione di devoluzione gratuita al Comune.

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