Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza del 04/05/2016 n. 8869 - Corte di Cassazione

TRIBUTI LOCALI - 2 - Imposta comunale sugli immobili (ICI) - Esenzione ex art. 7 del d.lgs. n. 504 del 1992 - Società di capitali costituita tra enti pubblici per lo smaltimento dei rifiuti - Applicabilità - Esclusione - Fondamento.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale deducendo la violazione e falsa applicazione dell'art. 7, comma 1, lett. a), del d.lgs. n. 504 del 1992. Sosteneva che l'esenzione ICI dovesse applicarsi anche a una società di capitali costituita da enti pubblici, poiché l'immobile era destinato allo svolgimento di finalità istituzionali, ossia alla gestione dello smaltimento dei rifiuti. Il Comune ha proposto ricorso incidentale sostenendo che l'esenzione non spettasse neppure per il 2002, ma tale ricorso è stato contestato per invalidità della procura rilasciata dal Sindaco senza la necessaria autorizzazione della Giunta, richiesta dallo statuto comunale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale della società, confermando che l'esenzione ICI prevista dall'art. 7, comma 1, lett. a), del d.lgs. n. 504 del 1992 è agevolazione di stretta interpretazione e si applica esclusivamente ai soggetti tassativamente indicati dalla norma. Una società di capitali non può beneficiare dell'esenzione neppure se costituita da enti pubblici e se svolge attività istituzionali o di pubblico interesse. Il ricorso incidentale del Comune è stato dichiarato inammissibile perché la procura era stata rilasciata dal Sindaco senza la previa autorizzazione della Giunta, necessaria secondo lo statuto comunale. Le spese del giudizio di legittimità sono state compensate per reciproca soccombenza.

Norme richiamate

  • D.lgs. n. 504 del 1992, art. 7, comma 1, lett. a)

    Esenzione ICI per gli immobili posseduti dallo Stato, dalle regioni, dalle province, dai comuni e dagli altri enti pubblici indicati dalla disposizione, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali.

    La norma ha natura agevolativa ed eccezionale, contiene un'elencazione tassativa dei soggetti esenti e non può essere applicata analogicamente a una società di capitali, anche se partecipata o costituita da enti pubblici e anche se l'immobile è destinato a finalità istituzionali.

  • Art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    Ricorso per cassazione per violazione o falsa applicazione di norme di diritto.

    È stata la base processuale del motivo di ricorso con cui la società ha denunciato l'errata applicazione della disciplina sull'esenzione ICI.

  • Art. 327 c.p.c.

    Termine annuale per l'impugnazione, maggiorato della sospensione feriale, applicabile ai giudizi instaurati prima del 4 luglio 2009.

    La Corte ha ritenuto tempestivo il ricorso per cassazione proposto dalla società.

  • D.lgs. n. 267 del 2000, art. 6, comma 2

    Attribuisce allo statuto comunale la disciplina dei modi di esercizio della rappresentanza legale dell'ente, anche in giudizio.

    Lo statuto comunale può richiedere una preventiva autorizzazione della Giunta o una determinazione dirigenziale per la proposizione o la resistenza in giudizio.

  • D.lgs. n. 267 del 2000, art. 50

    Attribuisce al Sindaco la rappresentanza dell'ente.

    Il Sindaco è normalmente legittimato a rappresentare il Comune in giudizio, ma tale legittimazione deve rispettare eventuali requisiti aggiuntivi previsti dallo statuto comunale.

  • Cass. Sezioni Unite, sentenza n. 12868 del 16 giugno 2005

    L'autorizzazione della Giunta è necessaria quando lo statuto comunale la prevede espressamente.

    La mancanza dell'autorizzazione statutariamente richiesta incide sulla validità della procura e determina l'inammissibilità dell'atto processuale dell'ente.

Massime di principio

  • Le esenzioni tributarie sono eccezioni alla regola generale dell'imposizione e devono essere interpretate restrittivamente: non è possibile estenderle per analogia a soggetti non espressamente inclusi.
  • La natura pubblica dei soci o dei fondatori non rende automaticamente pubblica, ai fini fiscali, una società di capitali. Occorre verificare la forma giuridica del soggetto indicato dalla norma agevolativa.
  • Lo svolgimento di un'attività di pubblico interesse o istituzionale non è sufficiente, da solo, a ottenere l'esenzione ICI se manca anche il requisito soggettivo previsto dalla legge.
  • Per valutare un'esenzione fiscale occorre verificare cumulativamente il soggetto beneficiario, la titolarità o il possesso dell'immobile e la destinazione concreta del bene, senza poter sostituire un requisito mancante con gli altri.
  • Nei giudizi promossi o proseguiti da un Comune è necessario controllare lo statuto dell'ente: se esso richiede una delibera della Giunta per autorizzare la lite, la procura priva di tale autorizzazione può comportare l'inammissibilità dell'impugnazione o della difesa.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.