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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46866/2023 del 22/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Chieti del 20/06/2023 che non ha convalidato l'arresto operato per il presunto furto pluriaggravato di una Fiat Panda e ha ritenuto insussistenti gravi indizi di colpevolezza, ordinando la liberazione degli imputati. Il P.M. denunciava difetto di motivazione e violazione di legge, sostenendo che la descrizione fattuale nel provvedimento era compatibile con la flagranza/quasi-flagranza e che il Giudice, valutando la "natura non univoca" degli elementi indizianti, avrebbe fatto una valutazione probatoria anticipata anziché limitarsi a verificare la legittimità dell'arresto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e manifestamente infondato. Ha ritenuto che l'ordinanza del Tribunale si fondi principalmente sulla mancanza di flagranza/quasi-flagranza e che il ricorso del P.M. non abbia contestato specificamente quel punto centrale. La Corte ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite secondo cui la nozione di "quasi flagranza" richiede la percezione immediata e autonoma, da parte di chi procede all'arresto, delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l'indiziato. Poiché il ricorso assumeva l'esistenza della flagranza senza confrontarsi con la motivazione del Tribunale e mancava la necessaria correlazione tra le ragioni della decisione impugnata e quelle poste a fondamento dell'impugnazione, il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Nulla per le spese a carico della Parte pubblica.

Norme richiamate

  • Sez. Unite Corte di Cassazione, n. 39131

    24/11/2015, depositata 2016, P.M. in proc. Ventrice, Rv. 267951

    La nozione di "quasi flagranza" richiede la percezione immediata e autonoma da parte di chi procede all'arresto delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l'indiziato; in assenza di tale percezione non si può ritenere sussistente lo stato di (quasi)flagranza

Massime di principio

  • La convalida dell'arresto richiede la sussistenza di flagranza o di "quasi-flagranza": quest'ultima presuppone la percezione immediata e autonoma di tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l'indiziato
  • In sede di convalida il Giudice deve limitarsi a verificare la legittimità dell'azione della polizia giudiziaria (esistenza di flagranza/quasi-flagranza e gravi indizi), evitando valutazioni probatorie approfondite sulla responsabilità
  • Il ricorso del Pubblico Ministero deve confrontarsi specificamente e dettagliatamente con le ragioni della decisione impugnata; l'assenza di una contestazione puntuale del nucleo motivazionale principale (es. assenza di flagranza) comporta spesso l'inammissibilità del gravame
  • La formulazione di valutazioni nel provvedimento di convalida quali la "natura non univoca" degli elementi indizianti è compatibile con il rifiuto della convalida quando ricorra dubbio sulla sussistenza immediata e chiara degli indizi
  • Per impugnare efficacemente un provvedimento di non convalida, il P.M. deve argomentare sia sul fatto (ricostruzione degli elementi oggettivi percepiti dalla polizia) sia sul diritto (perché tali elementi configurerebbero comunque flagranza o gravi indizi), evitando affermazioni meramente assertive

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