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Sentenza

Sentenza n. 340/2026 - Salerno, Sezione 2

Avverso e per l'annullamento previa sospensione: - dell’ordinanza n. 40 del 07.11.2025 emessa dal Comune di Futani, avente ad oggetto “ordinanza di messa in ripristino dello stato dei luoghi ai sensi dell'art. 31 del DPR 6 giugno 2001, n. 380” - Nonché della ordinanza n. 32 del 04.12.2025 emessa dall'Ente Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, avente ad oggetto il ripristino dello stato dei luoghi; -nonché di ogni altro atto ad esso connesso, antecedente e/o consequenziale

Giustizia amministrativa202600142

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza comunale di messa in ripristino ex art. 31 d.P.R. 380/2001 e ordinanza dell’Ente Parco di rimessione in pristino

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni procedenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato le ordinanze repressive relative a un piccolo fabbricato realizzato tra il 2018 e il 2019 senza titolo edilizio, sostenendo che l’intervento costituisse la demolizione e ricostruzione di un preesistente edificio agricolo, risalente a epoca anteriore al 1967 e utilizzato come deposito di attrezzi. Sono stati dedotti la violazione e falsa applicazione degli artt. 3, 31 e 44 d.P.R. 380/2001, la violazione della disciplina del Piano del Parco, la violazione dell’art. 11 l. 394/1991, nonché difetto di motivazione e di istruttoria. Dopo l’adozione delle ordinanze, la proprietaria ha presentato, entro il termine previsto dall’art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001, un’istanza di permesso di costruire in sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001, corredata da istanza di autorizzazione paesaggistica.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. La presentazione dell’istanza di permesso di costruire in sanatoria non determina l’inefficacia dell’ordinanza di demolizione, diversamente da quanto può avvenire con l’istanza di condono, ma sposta l’interesse concreto e attuale del privato sugli esiti del procedimento di sanatoria: se la sanatoria viene accolta, viene meno l’interesse all’impugnazione dell’ordinanza; se viene respinta, il diniego diventa l’atto da contestare. Il giudice ha inoltre rilevato che la richiesta spontanea di sanatoria, con la quale il privato riconosce sostanzialmente l’abusività dell’opera, contrasta con la contemporanea tesi processuale della piena legittimità dell’intervento, secondo il principio nemo potest venire contra factum proprium. Le spese sono state compensate in ragione della natura processuale della decisione e della definizione della causa nella fase cautelare.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    entro il termine dell’art. 31 comma 3 TUED

    La presentazione dell’istanza di sanatoria entro il termine previsto dalla disposizione non impedisce, secondo la decisione, la successiva valutazione dell’interesse attuale all’impugnazione dell’ordinanza repressiva.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell’art. 36 TUED

    La richiesta di accertamento di conformità sposta l’interesse del privato sugli esiti del procedimento di sanatoria: l’accoglimento elimina l’interesse all’impugnazione dell’ordine repressivo, mentre il rigetto rende il diniego l’atto da contestare.

  • art. 11 l. 394/1991

    La disposizione è stata invocata tra i motivi di ricorso in relazione alla disciplina del Parco, ma il giudice non ne ha esaminato il merito per l’improcedibilità del ricorso.

  • art. 60 c.p.a.

    ex art. 60 cod. proc. amm.

    Ha consentito la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, dopo l’avviso alle parti.

Massime di principio

  • La presentazione di un’istanza di permesso di costruire in sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001 non determina l’inefficacia dell’ordinanza di demolizione o di rimessione in pristino, ma può far venir meno l’interesse attuale all’impugnazione dell’ordinanza, perché l’interesse del privato si concentra sugli esiti del procedimento di sanatoria.
  • Quando il procedimento di sanatoria è ancora pendente, l’impugnazione dell’ordinanza repressiva è improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse se l’accoglimento della sanatoria renderebbe inutile la decisione sull’ordinanza e il rigetto imporrebbe al privato di contestare anzitutto il diniego di sanatoria.
  • La richiesta spontanea di sanatoria, in quanto condotta sostanziale incompatibile con l’affermazione processuale della piena legittimità delle opere, può impedire al privato di sostenere in giudizio tesi contrarie al riconoscimento dell’abusività dell’intervento, in applicazione del principio nemo potest venire contra factum proprium.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioSanatoria paesaggisticaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseAbuso del diritto e del processoLegittimazione e interesse a ricorrere

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