Sentenza n. 4117/2026 - Milano, Sezione 2
per l’ottemperanza della sentenza n. 2226/2024 emessa in data 2 maggio 2024 dal Tribunale di Milano.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano che riconosceva il diritto alla carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente precario)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente, avendo prestato servizio come docente a tempo determinato negli anni scolastici 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024, ha agito in ottemperanza alla sentenza n. 2226/2024 del Tribunale di Milano. Tale sentenza aveva accertato il suo diritto a beneficiare dell'importo di 500 euro per ciascun anno scolastico mediante assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione dei docenti, condannando il Ministero all'esecuzione. Il ricorrente ha dedotto l'inadempimento dell'Amministrazione, che non aveva spontaneamente dato esecuzione alla pronuncia. Il TAR ha verificato che la sentenza civile era passata in giudicato, che era stata notificata al Ministero il 29 luglio 2024 e che l'Amministrazione non ne aveva contestato la mancata esecuzione.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, rilevando che l'Amministrazione era ancora inadempiente rispetto a una sentenza passata in giudicato e regolarmente notificata. Ha ordinato al Ministero di dare piena esecuzione alla sentenza del Tribunale di Milano entro novanta giorni dalla comunicazione della sentenza del TAR. Per l'eventuale ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, stabilendo che il commissario assuma le funzioni solo su istanza diretta del creditore dopo la scadenza del termine assegnato al Ministero e provveda entro i successivi sessanta giorni a determinare l'importo dovuto e ad adottare gli atti necessari, direttamente o tramite un funzionario delegato. Non è stato riconosciuto alcun compenso al commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato condannato alle spese di giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
La disposizione è stata ritenuta applicabile perché il giudizio di ottemperanza riguarda l'esecuzione di una sentenza passata in giudicato pronunciata dal giudice ordinario.
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla legge n. 30/1997
La norma è stata richiamata insieme all'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. quali presupposti per l'azione di ottemperanza, a fronte della sentenza notificata all'Amministrazione e rimasta ineseguita.
art. 1, comma 121, legge n. 107/2015
La disposizione individua la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione dei docenti, oggetto del diritto riconosciuto dalla sentenza del Tribunale di Milano da eseguire in sede di ottemperanza.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è fondato quando l'Amministrazione non esegue una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato e regolarmente notificata, purché ricorrano le condizioni previste dall'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dalla normativa speciale applicabile.
- In presenza di un inadempimento dell'Amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può assegnare un termine per l'esecuzione e nominare contestualmente un commissario ad acta destinato a operare, su istanza del creditore, dopo l'inutile scadenza del termine.
- Quando l'attività commissariale rientra nei compiti istituzionali del funzionario nominato, non è dovuto uno specifico compenso per l'esercizio delle funzioni di commissario ad acta.
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