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Cassazione Civile, Ordinanza n. 29092/2022 del 06/10/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (datore di lavoro)

La controversia

Un dipendente assunto a tempo indeterminato full time e inquadrato nel III livello del CCNL Pulizia Multiservizi ha agito per ottenere, da un lato, il riconoscimento dell'inquadramento superiore al IV livello fin dall'assunzione con le relative differenze retributive e, dall'altro, il risarcimento del danno da demansionamento e perdita di professionalità per il periodo successivo, quantificato in via patrimoniale e anche come danno non patrimoniale. La Corte d'appello ha confermato il rigetto di primo grado rilevando, quanto al superiore inquadramento, il difetto di allegazione/prova delle circostanze essenziali e, quanto al demansionamento, la genericità della domanda risarcitoria e l'assenza di specifiche allegazioni sulla perdita di professionalità. Il ricorso per cassazione è stato affidato a tre motivi: il primo denunciava nullità della sentenza di primo grado e sentenza 'a sorpresa' per violazione del contraddittorio ex art. 101, comma 2, c.p.c.; il secondo lamentava omesso esame di fatti decisivi e violazione di norme di diritto e del CCNL in tema di inquadramento superiore e riparto dell'onere probatorio; il terzo denunciava violazione di norme di diritto, dell'art. 2103 c.c. e dell'art. 2087 c.c., oltre a omesso esame di fatti decisivi e motivazione insufficiente sulla domanda di demansionamento e risarcimento del danno alla professionalità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo privo di decisività, perché la Corte d'appello aveva comunque respinto la domanda di superiore inquadramento per mancanza di prova delle mansioni superiori. Ha dichiarato inammissibili anche il secondo e il terzo motivo perché, per la parte formulata ex art. 360, n. 5, c.p.c., si scontravano con la preclusione della 'doppia conforme' ex art. 348 ter c.p.c.; inoltre, i motivi mescolavano in modo promiscuo censure eterogenee di violazione di legge e di vizio motivazionale, senza consentire un chiaro devolutum, e puntavano in sostanza a una nuova valutazione del materiale probatorio e delle deposizioni testimoniali, attività riservata al giudice di merito. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 414 nn. 4 e 5 c.p.c.

    richiamato per il difetto di specifica allegazione dei fatti costitutivi della domanda nel giudizio di primo grado

  • art. 101, comma 2, c.p.c.

    invocato dal ricorrente per denunciare una decisione a sorpresa, ma la censura è stata ritenuta inammissibile per difetto di decisività

  • art. 360, n. 3 c.p.c.

    norma sul motivo di ricorso per violazione o falsa applicazione di legge, richiamata nei motivi del ricorso

  • art. 360, n. 4 c.p.c.

    norma sul motivo di ricorso per nullità della sentenza o del procedimento, richiamata nel primo motivo

  • art. 360, n. 5 c.p.c.

    il vizio di omesso esame di fatto decisivo non è deducibile in presenza di doppia conforme nei giudizi soggetti all'art. 348 ter c.p.c.

  • art. 2103 c.c.

    richiamato dal ricorrente in tema di mansioni e inquadramento superiore/demansionamento

  • art. 2087 c.c.

    richiamato dal ricorrente per la domanda di danno da demansionamento, ma senza specifiche allegazioni idonee

  • art. 1362 c.c.

    richiamato dal ricorrente tra le norme asseritamente violate in relazione all'interpretazione del CCNL

  • art. 1363 c.c.

    richiamato dal ricorrente tra le norme asseritamente violate in relazione all'interpretazione del CCNL

  • art. 10 CCNL Multiservizi

    richiamato dal ricorrente a sostegno della pretesa di superiore inquadramento

  • art. 2697 c.c.

    richiamato in tema di riparto dell'onere della prova, ritenuto non assolto dal lavoratore

  • art. 348 ter, commi 4 e 5, c.p.c.

    esclude la deducibilità del vizio motivazionale ex art. 360, n. 5, c.p.c. nel caso di appello confermativo in una situazione di doppia conforme

  • art. 54, comma 2, d.l. n. 83/2012, conv. in l. n. 134/2012

    indicato come riferimento temporale della disciplina sulla preclusione del motivo ex art. 360, n. 5, c.p.c. in caso di doppia conforme

  • art. 380 bis c.p.c.

    richiamato per la proposta del relatore e la trattazione camerale non partecipata

  • art. 13, comma 1 quater, d.P.R. n. 115/2002

    fondamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto/inammissibilità

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115/2002

    richiamato nel calcolo dell'ulteriore contributo unificato dovuto

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità, una censura è inammissibile per difetto di decisività se la decisione impugnata contiene una ratio autonoma e sufficiente non intaccata dal motivo proposto.
  • Il vizio di omesso esame di un fatto decisivo ex art. 360, n. 5, c.p.c. non è deducibile contro una sentenza d'appello che conferma la decisione di primo grado quando ricorre la 'doppia conforme', salvo che il ricorrente indichi e dimostri la diversità delle ragioni di fatto poste a base delle due decisioni.
  • Non è ammissibile il ricorso per cassazione che cumuli in modo promiscuo e non distinguibile censure eterogenee di violazione di legge e di vizio motivazionale, perché ciò impedisce la chiara identificazione del devolutum.
  • Le contestazioni sul contenuto delle prove testimoniali e sulla ricostruzione dei fatti, se dirette a ottenere una diversa valutazione del merito, non possono essere veicolate come vizio di legittimità quando la motivazione della sentenza impugnata sia logicamente e giuridicamente sufficiente.
  • In tema di superiore inquadramento e demansionamento, il lavoratore deve allegare e provare specificamente le mansioni concretamente svolte, le circostanze essenziali poste a fondamento della pretesa e, per il danno da perdita di professionalità, i fatti costitutivi del pregiudizio, non essendo sufficiente una domanda generica.

Come è indicizzato

MaterieMansioni e TFRImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

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