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Sentenza

Sentenza n. 8514/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'ottenimento dell’appuntamento per il rilascio del visto per lavoro subordinato presso l’Ambasciata d’Italia a Islamabad e per il risarcimento dei danni.

Giustizia amministrativa202600364

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio formatosi sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto d'ingresso per lavoro subordinato presso l'Ambasciata d'Italia a Islamabad

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto, ai sensi dell'art. 117 c.p.a., un'azione avverso il silenzio dell'amministrazione, chiedendo l'ottenimento dell'appuntamento per la presentazione della domanda di visto per lavoro subordinato presso la competente sede diplomatica e il risarcimento dei danni. Nel corso del giudizio, dopo la proposizione del ricorso, l'Ambasciata d'Italia a Islamabad ha fissato l'appuntamento, attivando così il procedimento per il rilascio del visto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. L'avvenuta fissazione dell'appuntamento e la conseguente attivazione del procedimento hanno fatto venir meno l'interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia che imponesse all'amministrazione di procedere. La sentenza non si pronuncia sull'effettivo rilascio del visto né sulla domanda risarcitoria. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in considerazione dell'enorme numero di richieste gravante sulla sede diplomatica e della complessità dell'iter previsto dalla legge.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina l'azione avverso il silenzio della pubblica amministrazione, proposta dal ricorrente per ottenere l'attivazione del procedimento relativo al visto.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione; nel caso concreto, tale effetto è derivato dalla fissazione dell'appuntamento e dall'attivazione del procedimento amministrativo.

Massime di principio

  • Nell'azione avverso il silenzio, la sopravvenuta attivazione del procedimento amministrativo richiesto dal ricorrente fa venir meno l'interesse a ottenere una pronuncia che condanni l'amministrazione a procedere e comporta l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La fissazione dell'appuntamento necessario alla presentazione della domanda di visto integra, ai fini dell'azione contro il silenzio, l'attivazione del procedimento e rende improcedibile la domanda volta esclusivamente a ottenere l'avvio della relativa istruttoria, senza implicare il riconoscimento del diritto al rilascio del visto.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando il ritardo dell'amministrazione sia valutato nel contesto dell'elevato numero di richieste gravanti sulla sede diplomatica e della complessità dell'iter procedimentale previsto dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesseTermini del procedimento

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