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Sentenza

Sentenza n. 139/2026 - Bari, Sezione 1

per l'annullamento quanto al ricorso introduttivo - del silenzio serbato dalla Amministrazione e per la conseguente condanna a concludere con un provvedimento espresso il procedimento avviato dalla ricorrente in data 12.02.2019, successivamente reiterato in data 17.04.2019, e finalizzato al rilascio dell'Autorizzazione allo scarico in pubblica fognatura delle acque di falda trattate per l'attività di Messa in sicurezza d'emergenza quanto ai motivi aggiunti - del provvedimento di diniego di Acquedotto Pugliese del 03.04.2020, notificato alla ricorrente a mezzo PEC in pari data, ed avente ad oggetto “Riscontro richiesta Autorizzazione Allo Scarico di Acque di falda provenienti dall'impianto di MISE -Hidro Building Systems Italy S.p.a.- San Severo­ ID 6616021- Richiesta del 17 aprile 2019-Diniego definitivo e riscontro alle osservazioni pervenute il 28 febbraio 2020”; - del provvedimento di Acquedotto Pugliese del 06.02.2020, notificato alla ricorrente a mezzo PEC in data 24.02.2020, avente ad oggetto “Riscontro richiesta Autorizzazione Allo Scarico di Acque di falda provenienti dall'impianto di MISE -Hidro Building Systems Italy S.p.a.- San Severo­ ID 6616021- Richiesta del 17 aprile 2019- DINIEGO”; - della nota della Regione Puglia prot. n. 04384 del 07.04.2020; - nonché, per quanto possa occorrere, della Deliberazione Della Giunta Regionale 25.07.2006, n. 1116 “Direttiva concernente le modalità di effettuazione del controllo degli scarichi degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane”; - nonché di ogni altro atto e comportamento ad essi presupposto, connesso e/o conseguente, ancorché non conosciuto; e per la condanna al risarcimento di tutti i danni ad essi conseguenti, anche dovuti a causa del ritardo nell'adozione del provvedimento.

Giustizia amministrativa202000174

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: silenzio sull'istanza di autorizzazione allo scarico e, con motivi aggiunti, dinieghi dell'Acquedotto Pugliese S.p.A. e nota della Regione Puglia

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'impresa ha impugnato il silenzio serbato sull'istanza, reiterata, volta a ottenere l'autorizzazione allo scarico in pubblica fognatura delle acque di falda trattate nell'ambito di un'attività di messa in sicurezza d'emergenza, chiedendo la condanna dell'amministrazione a concludere il procedimento con un provvedimento espresso. Con motivi aggiunti ha poi impugnato i successivi dinieghi dell'Acquedotto Pugliese S.p.A., la nota della Regione Puglia, la deliberazione regionale richiamata e gli atti connessi, chiedendo anche il risarcimento dei danni, compresi quelli derivanti dal ritardo nell'adozione del provvedimento.

La decisione

Nel corso del giudizio la parte ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, poiché l'Acquedotto Pugliese S.p.A. aveva successivamente rilasciato l'autorizzazione allo scarico in pubblica fognatura. Il TAR ha quindi dichiarato improcedibili sia il ricorso introduttivo sia i motivi aggiunti per sopravvenuta carenza d'interesse, senza esaminare nel merito le censure rivolte contro il silenzio e contro i dinieghi. Le spese di lite sono state compensate in ragione della definizione in rito della controversia.

Massime di principio

  • La sopravvenuta adozione del provvedimento richiesto, quando elimina l'utilità concreta e attuale della decisione sull'impugnazione del silenzio, determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d'interesse.
  • La sopravvenuta autorizzazione richiesta può rendere improcedibili anche i motivi aggiunti proposti contro il precedente diniego, qualora il ricorrente dichiari il venir meno dell'interesse alla decisione.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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