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Cassazione Civile, Ordinanza n. 08403/2026 del 03/04/2026

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (lavoratore)

La controversia

Un ex dipendente aveva ottenuto decreto ingiuntivo nei confronti della società datrice di lavoro cessata e della socia accomandataria, per il pagamento delle ultime quattro mensilità e del TFR. In opposizione, il giudice di primo grado aveva accolto l’eccezione di prescrizione dei crediti salariali, ma aveva respinto l’eccezione datoriale di compensazione del TFR con un controcredito asseritamente derivante dall’inadempimento del lavoratore, consistito nell’assenza per un mese l’anno come ferie non spettanti, sulla base di un preteso accordo compensativo. La Corte d’appello aveva confermato la decisione, ritenendo non provata l’esistenza di tale accordo compensativo. In cassazione la datrice di lavoro ha dedotto, con due motivi, la violazione degli artt. 115, 116 e 416 c.p.c. e degli artt. 1252, 1460, 2041, 2043 e 2697 c.c., sostenendo che la Corte territoriale avesse erroneamente escluso l’inadempimento del lavoratore e ritenuto non provato l’accordo compensativo, valorizzando invece un inesistente accordo di tolleranza; inoltre ha denunciato nullità della sentenza per motivazione omessa, apparente o contraddittoria ex art. 132 c.p.c., per non avere la Corte d’appello esaminato la questione della non debenza del TFR per i periodi di assenza e ferie non spettanti.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondati entrambi i motivi. Ha chiarito che la mancata ammissione della prova testimoniale non è censurabile in cassazione come violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. salvo i casi in cui il giudice abbia deciso sulla base di prove non introdotte dalle parti o abbia disatteso il regime legale della prova, ipotesi non ricorrenti nel caso concreto. Ha ritenuto incensurabile l’apprezzamento della Corte d’appello sulla genericità e valutatività dei capitoli di prova e ha confermato che l’esistenza dell’accordo compensativo doveva essere provata dalla datrice di lavoro, onere non assolto. Ha inoltre escluso la violazione dell’art. 2697 c.c., poiché il riparto dell’onere della prova era stato correttamente posto a carico della parte datoriale che invocava l’accordo compensativo. Quanto al TFR, ha ritenuto infondata la censura di nullità per difetto di motivazione, osservando che, se i periodi di assenza erano stati considerati periodi lavorativi e regolarmente retribuiti, non vi era ragione di escluderli dal computo delle voci indirette della retribuzione, incluso il TFR. Il ricorso è stato pertanto rigettato, con nulla sulle spese per contumacia del resistente e con atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 380 bis.1 c.p.c.

    ai sensi dell’art. 380 bis. 1 c.p.c.

    richiamato per la trattazione del ricorso in camera di consiglio con ordinanza.

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    utilizzato come parametro formale delle censure di violazione di legge dedotte in cassazione.

  • artt. 115 e 116 c.p.c.

    violazione e/o falsa applicazione degli artt. 115, 116 ... c.p.c.

    la Corte ribadisce che la censura è ammissibile solo se il giudice decide su prove non introdotte dalle parti o disattende il regime legale della prova; non basta contestare la valutazione delle prove o la mancata ammissione della prova testimoniale.

  • art. 416 c.p.c.

    violazione e/o falsa applicazione ... dell’art. 416 c.p.c.

    richiamato dalla ricorrente nelle censure, ma non ravvisato come violato dalla Corte.

  • artt. 1252, 1460, 2041, 2043 e 2697 c.c.

    violazione e/o falsa applicazione degli artt. 1252, 1460, 2041, 2043 e 2697 c.c.

    richiamati dalla ricorrente; la Corte esclude la violazione dell’art. 2697 c.c. perché l’onere di provare l’accordo compensativo incombeva sulla datrice di lavoro.

  • art. 132 c.p.c.

    violazione e/o falsa applicazione dell’art. 132 c.p.c.

    la Corte esclude il vizio di nullità/motivazione apparente, ritenendo che la motivazione fosse sufficiente e logicamente coerente.

  • art. 118 c.p.c.

    pur richiamata ai sensi dell’art. 118 c.p.c.

    menzionato con riferimento alla motivazione per relationem della sentenza di primo grado.

  • art. 13, comma 1 quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    Ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del d.P.R. n. 115 del 2002 ...

    la Corte dà atto dei presupposti per il raddoppio dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

    a norma del comma 1-bis, dello stesso articolo 13, se dovuto.

    richiamato per il calcolo dell’ulteriore importo dovuto in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • La mancata ammissione di una prova testimoniale non è di per sé censurabile in cassazione come violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c.; il vizio sussiste solo se il giudice utilizza prove non introdotte dalle parti o si discosta dal regime legale di valutazione della prova.
  • Chi invoca un accordo compensativo o estintivo del proprio obbligo deve provarne l’esistenza; il relativo onere non può essere spostato sulla controparte se la fattispecie è dedotta come fatto impeditivo o estintivo del credito.
  • La violazione dell’art. 2697 c.c. è configurabile in cassazione solo quando il giudice abbia attribuito l’onere probatorio alla parte sbagliata in base alla struttura della fattispecie costitutiva o eccezionale, non quando abbia semplicemente valutato negativamente le prove offerte.
  • La motivazione non è apparente o nulla solo perché sintetica, se consente di comprendere la ratio decidendi e di seguire il percorso logico-giuridico del giudice di merito.
  • Se i periodi di assenza sono stati trattati in concreto come periodi lavorativi e retribuiti, essi possono essere computati anche ai fini delle voci indirette della retribuzione, incluso il TFR, senza necessità di una motivazione autonoma e ulteriore.

Come è indicizzato

MaterieRetribuzione e TFRImpugnazioniProveSpese di lite
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

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