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Sentenza

Sentenza n. 14538/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento del diniego di visto per motivi di lavoro.

Giustizia amministrativa202605326

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, poiché il rilascio sopravvenuto del visto ha soddisfatto la pretesa sostanziale azionata dal ricorrente. Le spese sono state poste a carico dell'Amministrazione in applicazione del criterio della soccombenza virtuale, con liquidazione di € 1.000 oltre accessori di legge e rimborso dell'importo del contributo unificato.

TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto d'ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato emesso dall'Ambasciata d'Italia a New Delhi

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto d'ingresso in Italia per lavoro subordinato. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale si è costituito resistendo al ricorso. Nel corso del giudizio, chiamato alla discussione della domanda cautelare, il visto è stato rilasciato, determinando il venir meno dell'interesse alla decisione sull'impugnazione.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    ex art. 60 cod. proc. amm.;

    La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata all'esito della camera di consiglio, sentite le parti.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196

    La norma è richiamata quale base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    e degli articoli 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016

    Le disposizioni sono richiamate, insieme alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Il rilascio sopravvenuto del visto d'ingresso richiesto nel corso del giudizio determina la cessazione della materia del contendere, poiché viene meno l'interesse alla decisione sull'impugnazione del diniego.
  • Quando il provvedimento amministrativo impugnato è superato da un'attività successiva dell'Amministrazione che soddisfa la pretesa sostanziale del ricorrente, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere.
  • In caso di cessazione della materia del contendere per il rilascio sopravvenuto del titolo richiesto, le spese possono essere poste a carico dell'Amministrazione secondo il criterio della soccombenza virtuale.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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