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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13708/2024 del 04/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso contestava la sentenza di condanna per rapina aggravata e lesioni personali su due capi: 1) violazione degli artt. 56 e 628 c.p., sostenendo che la rapina impropria fosse configurabile come tentata e non come consumata perché non vi sarebbe stato un effettivo impossessamento del telefono e del borsellino sottratti; 2) violazione degli artt. 336 c.p.p. e 582 c.p., deducendo la mancata declaratoria di improcedibilità per difetto di querela in relazione al reato di lesioni, posto che in atti era presente una denuncia e non la querela della persona offesa.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto manifestamente infondata la contestazione: dalla ricostruzione di merito risultava che l'agente si era appropriato degli oggetti della vittima e, per assicurarsi l'impunità al momento dell'intervento dell'infermiera, aveva usato violenza; la giurisprudenza di legittimità (Sez. U. e successive pronunce) stabilisce che, una volta realizzata la sottrazione e adottata violenza o minaccia per assicurare il possesso della res, la fattispecie è quella della rapina impropria consumata, anche se l'impossessamento definitivo non è avvenuto. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto che la distinzione tra denuncia e querela non rilevasse nel caso in esame, perché le lesioni erano commesse per eseguire la rapina (nesso teleologico) e pertanto procedibili d'ufficio ai sensi del combinato disposto degli artt. 585, 576, n. 1, e 61, n. 2, c.p. Conseguenza: rigetto del ricorso, conferma della condanna (pena e multa e spese), e condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, d.l. n.137 del 2020 conv. in l. n.176 del 2020

    Riferimento procedurale alla forma di svolgimento del procedimento; segnalata la conformità del processo alle modalità previste dal citato decreto/legge

  • art. 56 c.p.

    Riferimento alle regole sul tentativo; impiegato dal ricorrente per sostenere che la rapina fosse tentata

  • art. 628 c.p.

    Norma sulla rapina (e rapina impropria); oggetto della discussione circa la qualificazione come consumata o tentata

  • art. 336 c.p.p.

    Norma processuale richiamata nel secondo motivo relativo alla procedibilità per delitti che richiedono querela

  • art. 582 c.p.

    Norma sulle lesioni personali; invocata dal ricorrente per sostenere la necessità della querela

  • art. 585 c.p.

    Richiamato per affermare che, se le lesioni sono connesse teleologicamente a una rapina, sono procedibili d'ufficio

  • art. 576, primo comma, n. 1 c.p.

    Riferimento all'aggravante che, in combinato disposto, giustifica la procedibilità d'ufficio delle lesioni commesse per eseguire un altro reato

  • art. 61, primo comma, n. 2 c.p.

    Ulteriore richiamo alle circostanze aggravanti che integrano il nesso teleologico per la procedibilità d'ufficio

  • art. 616 c.p.p.

    Norma che dispone la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso

Massime di principio

  • La rapina impropria va qualificata come consumata se l'agente, dopo avere sottratto una cosa mobile altrui, adopera violenza o minaccia per assicurarsi il possesso o l'impunità, anche quando l'impossessamento definitivo non si è concretamente verificato.
  • L'assenza dell'immediato o definitivo impossessamento non è di per sé sufficiente a mutare la qualificazione in tentativo: occorre valutare se la sottrazione materiale sia stata realizzata e se la violenza sia stata usata per mantenere o garantire tale possesso.
  • Le lesioni commesse per eseguire una rapina (nexus teleologico) sono procedibili d'ufficio; pertanto la mancata querela della persona offesa o la presenza di una denuncia non è ostativa all'azione penale quando ricorra tale nesso aggravante.
  • Nel contestare la qualificazione del reato è necessario dimostrare concretamente l'assenza di atti di sottrazione ovvero che la violenza non avesse finalità di assicurare il possesso o l'impunità; opposizioni puramente formali (es. distinzione denuncia/querela) possono non essere decisive se sussiste il nesso teleologico con altro reato procedibile d'ufficio.
  • In sede di impugnazione, la giurisprudenza di legittimità e le pronunce delle Sezioni Unite rappresentano parametri vincolanti per la corretta qualificazione tra consumazione e tentativo nelle fattispecie di rapina impropria.

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