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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15839/2025 del 23/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per impugnazione dell'ordinanza che ha respinto la richiesta di affidamento in prova al servizio sociale relativa a pena residua di anni 3, mesi 6 e giorni 7. Il ricorrente, tramite difensori, denunciava violazione del diritto di difesa e del contraddittorio per mancata acquisizione della relazione socio-familiare/relazione UEPE indispensabile, a suo dire, per valutare l'aggiornata situazione personale e familiare (si censurava inoltre un errore fattuale nell'ordinanza sul luogo e le persone con cui il ricorrente vive), e lamentava illogicità della motivazione in presenza di elementi positivi quali lavoro stabile, domicilio idoneo e assenza di collegamenti attuali con la criminalità.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza abbia legittimamente negato l'affidamento in prova sulla base di un consistente e recente curriculum criminale, di gravi carichi pendenti e del ruolo di rilievo del ricorrente in un sodalizio dedito al traffico di stupefacenti, oltre che della brevità del periodo di osservazione inframuraria che rende prematura la misura alternativa. È stato affermato che la mancata acquisizione della relazione UEPE non comporta automaticamente nullità dell'ordinanza quando le risultanze documentali già raccolte siano sufficienti a dimostrare l'inidoneità della misura richiesta. Rigettato il ricorso, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • Sez. 1, n. 11573 del 05/02/2013, Barilà

    Affermato che in presenza di rilevante propensione a delinquere desunta da precedenti e pendenze giudiziarie è giustificato un giudizio prognostico negativo sull'affidamento in prova; non è sufficiente la mera assenza di indicazioni negative, servono elementi positivi per concedere la misura

  • Sez. 1, n. 4553 del 21/06/2000, Buoncristiano

    Conferma il principio secondo cui il giudizio prognostico valuta natura e gravità dei reati e la condotta successiva del condannato

  • Sez. 1, n. 4390 del 20/12/2019 (dep. 2020)

    Ribadito che è indispensabile l'esame dei comportamenti successivi ai fatti per verificare l'evoluzione della personalità e la concreta possibilità di reinserimento

  • Sez. 1, n. 7873 del 18/03/2023 (dep. 2024)

    Sottolinea la necessità di valutare il comportamento successivo alla commissione dei reati per la concessione dell'affidamento in prova, come confermato dalla sentenza impugnata

  • Sez. 1, n. 48678 del 29/09/2015, Correnti

    La relazione UEPE è necessaria solo se il periodo di detenzione è idoneo ad osservare la personalità e a elaborare il programma di trattamento; altrimenti la sua acquisizione può non essere obbligatoria

  • Sez. 1, n. 8319 del 30/11/2015 (dep. 2016), Padovani

    Conferma che l'acquisizione della relazione sull'osservazione in istituto può ritenersi superflua se il corredo documentale è già idoneo a dimostrare l'inidoneità della misura

  • Sez. 1, n. 20040 del 26/01/2024, Lo Coco

    Ribadisce che non sempre è necessario acquisire la relazione UEPE quando le risultanze documentali giustificano il diniego

  • Sez. 1, n. 26232 del 07/07/2020, Luperti

    Il tribunale di sorveglianza non è obbligato a effettuare accertamenti ulteriori sulla personalità qualora la documentazione amministrativa e giudiziaria dimostri l'inidoneità della misura

  • Sez. 7, n. 7724 del 12/11/2013 (dep. 2014), Abdallah

    Enuncia che il tribunale può decidere senza la relazione di osservazione quando il soggetto è in libertà, l'osservazione intramuraria non è prolungata e le risultanze documentali indicano l'inidoneità della misura

Massime di principio

  • La concessione dell'affidamento in prova al servizio sociale richiede, oltre all'assenza di elementi negativi, la presenza di elementi positivi che consentano un giudizio prognostico favorevole sul reinserimento: la sola mancanza di segnalazioni negative non basta.
  • Il tribunale può legittimamente negare la misura quando emerge un consistente curriculum criminale, pendenze giudiziarie recenti o un ruolo significativo in associazioni criminali, soprattutto se i reati sono gravi.
  • La relazione UEPE sull'osservazione inframuraria è necessaria solo quando il periodo di detenzione è tale da consentire un'osservazione significativa o quando le altre risultanze non sono sufficienti; se i documenti già raccolti dimostrano l'inidoneità della misura, la mancata acquisizione della relazione non inficia il provvedimento.
  • In presenza di breve periodo di detenzione successiva ai fatti, il giudice può ritenere prematura l'applicazione della misura alternativa e richiedere tempo per verificare l'effettiva evoluzione comportamentale.
  • Per migliorare le chance di successo in istanze analoghe, il richiedente dovrebbe produrre elementi positivi aggiornati e verificabili (programma trattamentale, rapporti di lavoro stabili, relazioni socio-familiari aggiornate) e, se necessario, chiedere formalmente il rinvio per acquisire la relazione UEPE o altre prove istruttorie.
  • Errori fattuali nella motivazione (es. indicazioni anagrafiche o sul nucleo familiare) possono essere censurati, ma non sono necessariamente decisivi se il giudizio negativo si fonda su un corredo probatorio ampio e coerente.

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