Sentenza del 07/06/2017 n. 2525 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Omessa dichiarazione - Diritto di avvalersi dell'eccedenza a credito - Onere della prova - Motivazione disconoscimento.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente contestava il disconoscimento del credito d'imposta risultante da un periodo d'imposta con dichiarazione omessa, sostenendo il diritto a utilizzare comunque l'eccedenza. La controversia riguardava anche l'onere della prova e la sufficienza della motivazione dell'Amministrazione finanziaria nel negare il credito.
La decisione
È stato affermato che l'Agenzia delle Entrate può disconoscere il credito relativo a un periodo d'imposta per il quale la dichiarazione è stata omessa, ma soltanto dopo avere esaminato la documentazione prodotta dal contribuente e verificato il credito sulla base della contabilità esibita. Il disconoscimento deve inoltre essere accompagnato da una motivazione effettiva, specifica e convincente. In assenza di tali verifiche o di una motivazione adeguata, il diniego non sarebbe legittimo.
Massime di principio
- L'omessa dichiarazione non comporta automaticamente la perdita dell'eccedenza a credito, ma rende necessario che il contribuente dimostri in modo documentale l'esistenza, la spettanza e l'ammontare del credito.
- L'onere probatorio grava principalmente sul contribuente, che deve fornire documenti contabili e fiscali idonei a ricostruire il credito.
- L'Amministrazione finanziaria non può limitarsi a negare il credito in modo generico: deve esaminare la documentazione prodotta, effettuare i necessari riscontri contabili e spiegare con motivazione concreta le ragioni del disconoscimento.
- In situazioni analoghe, la legittimità del diniego dipende sia dalla prova fornita dal contribuente sia dalla qualità dell'istruttoria e della motivazione dell'Agenzia delle Entrate.
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