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Cassazione Civile, Ordinanza n. 32081/2025 del 10/12/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (riscossione)

La controversia

La controversia origina dall'impugnazione, da parte di una contribuente, di un preavviso di fermo amministrativo emesso per il mancato pagamento di cartelle esattoriali. In primo grado il ricorso era stato accolto; la Commissione tributaria regionale aveva poi respinto l'appello dell'agente della riscossione, ritenendo illegittimo il fermo per carenza di motivazione, in particolare per la mancata indicazione della natura dei crediti sottesi, pur in presenza del richiamo alle cartelle prodromiche. La società di riscossione ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: il primo per violazione dell'art. 3 l. 241/1990 e dell'art. 7 l. 212/2000, sostenendo che il preavviso di fermo fosse sufficientemente motivato mediante l'indicazione delle cartelle esattoriali, già conosciute o conoscibili dal destinatario; il secondo motivo censurava il mancato accoglimento dell'appello nonostante l'accertata rituale notifica delle cartelle. Nelle more, per una parte dei debiti, è intervenuto lo stralcio automatico ex art. 4 d.l. 119/2018 per carichi fino a 1.000 euro affidati dal 2000 al 2010, con conseguente cessazione parziale della materia del contendere.

La decisione

La Corte ha dapprima dichiarato cessata la materia del contendere limitatamente alle cartelle rientranti nello stralcio automatico ex art. 4 d.l. 119/2018 convertito in l. 136/2018. Quanto alle residue cartelle nn. 29520030009250420000 e 29520050002958730000, ha accolto il primo motivo di ricorso, ritenendo che il preavviso di fermo fosse motivato in modo sufficiente mediante il richiamo alle cartelle esattoriali presupposte, senza necessità di indicare anche la natura del credito; ha assorbito il secondo motivo. La sentenza impugnata è stata quindi cassata in relazione al motivo accolto e, non occorrendo ulteriori accertamenti di fatto, la Corte ha deciso nel merito rigettando il ricorso introduttivo della contribuente. Le spese dei gradi di merito sono state compensate; la contribuente è stata condannata alle spese del giudizio di legittimità, mentre le spese con le altre parti sono state compensate per comunanza di interesse.

Norme richiamate

  • art. 4 d.l. 119/2018 conv. in L. 136/2018

    decreti fino alla concorrenza di Euro 1.000,00 posti in riscossione nel periodo 2000/2010; annullamento automatico dei debiti residui fino a mille euro

    La Corte applica la norma sopravvenuta per dichiarare cessata la materia del contendere rispetto ai carichi rientranti nello stralcio automatico.

  • art. 3 L. 241/1990

    È richiamato come parametro sulla motivazione degli atti amministrativi; la Corte esclude la violazione perché il preavviso di fermo era sufficientemente motivato per relationem mediante l'indicazione delle cartelle.

  • art. 7 L. 212/2000

    La motivazione dell'atto della riscossione è ritenuta sufficiente quando richiama atti presupposti già noti o conoscibili dal destinatario.

  • art. 25 d.P.R. 602/1973

    Le cartelle, se redatte secondo il modello ministeriale e regolarmente identificate, costituiscono atti presupposti idonei a sorreggere il preavviso di fermo.

  • art. 384 c.p.c.

    Poiché non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte cassa e decide direttamente nel merito rigettando il ricorso introduttivo.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    Viene utilizzato come norma sul vizio denunciato in cassazione per violazione di legge.

Massime di principio

  • Il preavviso di fermo amministrativo è sufficientemente motivato quando richiama in modo specifico le cartelle esattoriali presupposte, senza che sia necessaria l'indicazione analitica della natura del credito, se il destinatario è posto in condizione di conoscere gli atti richiamati.
  • La motivazione per relationem di un atto della riscossione è valida quando gli atti presupposti sono già stati notificati o sono comunque conoscibili dal destinatario e risultano individuati con precisione.
  • Se sopravviene una disposizione di stralcio automatico dei carichi iscritti a ruolo entro determinati limiti di importo e di periodo, il giudizio relativo a quei crediti deve essere dichiarato cessato per sopravvenuta carenza di interesse/materia del contendere.
  • Quando la cassazione accoglie il ricorso su una questione di diritto e non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte può decidere la causa nel merito ex art. 384 c.p.c.
  • Il difetto di motivazione lamentato contro il preavviso di fermo non sussiste se l'atto riproduce gli elementi identificativi essenziali dei titoli presupposti e questi sono conformi al modello legale previsto per la riscossione.

Come è indicizzato

MaterieRiscossioneContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

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