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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32210/2022 del 01/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava il rigetto de plano del reclamo presentato per la cattiva qualità del pane somministrato nell'istituto di Milano-Opera nell'agosto 2020. Il giudice di sorveglianza aveva ritenuto il reclamo non riferito a diritti soggettivi, escludendo conseguenze sul diritto alla salute; il ricorrente deduceva invece la violazione dell'art. 35-bis Ord. pen. e del diritto di difesa, richiamando l'art. 9 Ord. pen. (diritto all'alimentazione sana) come componente del diritto soggettivo alla salute.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Magistrato di sorveglianza di Milano. La Corte ha stabilito che le questioni alimentari rientrano nell'ambito del diritto soggettivo alla salute (art. 9 Ord. pen. e art. 32 Cost.) e che, quando un reclamo concerne potenziali lesioni di tale diritto, deve essere qualificato e trattato come "reclamo giurisdizionale" ai sensi dell'art. 35-bis Ord. pen., con il contraddittorio delle parti. Inoltre ha ricordato che le decisioni del giudice dell'esecuzione adottate de plano, fuori dai casi previsti, sono nulle e comportano annullamento con rinvio.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, n. 5, Ordinamento penitenziario

    Il reclamo "generico" ex art. 35, comma 1, n. 5 tutela un mero interesse alla corretta esecuzione della pena e non dà luogo a tutela giurisdizionale quando manca una situazione di diritto soggettivo; in tal caso il provvedimento che lo decide non è impugnabile.

  • art. 35-bis, Ordinamento penitenziario

    Prevede il reclamo giurisdizionale per la verifica di un pregiudizio concreto a diritti soggettivi del detenuto; quando la questione riguarda un diritto soggettivo (es. alimentazione/salute) il reclamo va trattato nel contraddittorio e il relativo provvedimento è impugnabile.

  • art. 9, Ordinamento penitenziario

    ad ogni detenuto deve essere assicurata "un'alimentazione sana e sufficiente"

    La Corte interpreta il diritto all'alimentazione sano come riconducibile al diritto soggettivo assoluto alla salute; reclami relativi all'alimentazione possono incidere sul diritto alla salute e devono essere qualificati come reclami giurisdizionali.

  • art. 32, Costituzione

    Riferimento costituzionale: il diritto alla salute è un diritto fondamentale che comprende la tutela di un'alimentazione sana per il detenuto.

  • artt. 623, comma 1, lett. b) e 604, comma 4, cod. proc. pen.; art. 179 cod. proc. pen.

    Riferiti per il principio che la nullità di atti per violazione del contraddittorio o per decisione de plano fuori dai casi previsti è rilevabile d'ufficio e comporta l'annullamento con rinvio quando sussiste causa di nullità ai sensi del codice di procedura penale.

Massime di principio

  • Quando un reclamo del detenuto riguarda l'alimentazione, va verificata preliminarmente la sussistenza di una situazione di diritto soggettivo: se sussiste, il reclamo deve essere qualificato come reclamo giurisdizionale ex art. 35-bis e trattato nel contraddittorio.
  • Il diritto all'alimentazione sana previsto dall'art. 9 Ord. pen. si inquadra nel più ampio diritto soggettivo alla salute tutelato dall'art. 32 Cost.; quindi anche questioni apparentemente 'minori' relative al cibo possono attivare tutela giurisdizionale.
  • Il Magistrato di sorveglianza deve evitare di qualificare come "generico" un reclamo che, per oggetto, possa incidere sul diritto alla salute: una errata qualificazione può comportare annullamento della decisione.
  • Le decisioni adottate de plano dal giudice dell'esecuzione, fuori dai casi espressamente previsti dalla legge, sono affette da nullità e sono rilevabili d'ufficio in ogni stato e grado; la conseguenza pratica è l'annullamento con rinvio per nuovo giudizio nel contraddittorio.
  • In dubbio sulla natura del diritto dedotto dal reclamo (interesse vs diritto soggettivo), il giudice dell'esecuzione deve procedere alla corretta qualificazione e, se non è possibile escludere che sia coinvolto un diritto soggettivo, instaurare il contraddittorio e applicare l'art. 35-bis.

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