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Sentenza

Sentenza n. 3508/2026 - Roma, Sezione 2Q

Per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune sull’istanza-diffida del Comitato e dei firmatari ricorrenti del 3.7.2025 ad adottare provvedimenti amministrativi ivi richiesti e dovuti, e per la conseguente condanna del Comune stesso ad emanare detti provvedimenti, nonché - in difetto - per la nomina di Commissario ad acta che provveda in luogo dell’Amministrazione inerte;

Giustizia amministrativa202515433

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: Silenzio serbato dal Comune di Artena sull’istanza-diffida del 3 luglio 2025 relativa alla richiesta di adozione di provvedimenti inibitori e repressivi per asseriti abusi edilizi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno agito contro l’inerzia del Comune di Artena rispetto all’istanza-diffida del 3 luglio 2025. Hanno sostenuto che il permesso di costruire n. 17 dell’8 novembre 2011 fosse decaduto ipso iure per il mancato avvio dei lavori entro un anno dal rilascio e che, conseguentemente, gli interventi di ampliamento del complesso industriale eseguiti dalla società controinteressata fossero privi di titolo edilizio. Hanno quindi chiesto l’accertamento dell’illegittimità del silenzio-inadempimento, la condanna del Comune ad adottare i provvedimenti di repressione dell’abuso edilizio ai sensi degli artt. 22 e seguenti del d.P.R. n. 380/2001 e degli artt. 14 e seguenti della legge regionale n. 15/2008, nonché, in difetto, la nomina di un commissario ad acta. La controinteressata ha eccepito l’inammissibilità del ricorso sotto plurimi profili e ne ha chiesto comunque il rigetto nel merito.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione resa oralmente a verbale dal difensore dei ricorrenti alla camera di consiglio del 24 febbraio 2026, con la quale è stato dichiarato il venir meno dell’interesse alla decisione. Il giudice non ha quindi esaminato le eccezioni di inammissibilità né le questioni sostanziali relative alla decadenza del permesso di costruire e alla sussistenza degli abusi edilizi. Le spese di lite sono state compensate tra tutte le parti, in ragione della peculiarità delle questioni dedotte.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    "improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse"

    La sopravvenuta dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione determina l’improcedibilità del ricorso.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento insieme all’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.; dal testo non emerge una specifica interpretazione ulteriore.

  • artt. 22 e ss. d.P.R. n. 380/2001

    Indicati nell’istanza-diffida quali disposizioni poste a fondamento della richiesta di adozione di provvedimenti inibitori e repressivi dell’abuso edilizio.

  • artt. 14 e ss. l.r. n. 15/2008

    Indicati nell’istanza-diffida quali disposizioni regionali poste a fondamento della richiesta di repressione dell’abuso edilizio.

Massime di principio

  • La dichiarazione resa dalla parte ricorrente in udienza di non avere più interesse alla decisione, se ritualmente acquisita a verbale, comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse impedisce al giudice di esaminare nel merito le questioni sostanziali e processuali dedotte nel ricorso, comprese le eccezioni di inammissibilità e le contestazioni relative all’illegittimità dell’inerzia amministrativa.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàAbusi edilizi e sanzioni
RamiProcesso amministrativoEdilizia
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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