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Cassazione Penale, Ordinanza n. 19735/2025 del 27/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, ritenendo sussistenti profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello che lo aveva condannato per detenzione/trasporto di sostanza stupefacente a fini di cessione, ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990, alla pena di un anno e sei mesi di reclusione e 4.000 euro di multa. Con due motivi, deduceva violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'affermazione di responsabilità, sostenendo in sostanza che la decisione di merito fosse viziata da travisamento della prova e chiedendo una rivalutazione del compendio probatorio. La Corte rileva che le censure riproponevano deduzioni già esaminate e disattese dal giudice di merito e miravano a ottenere una diversa lettura delle fonti di prova, senza indicare specifici travisamenti processuali. La sentenza impugnata aveva invece motivato in modo puntuale sulla finalità di cessione della droga e sulla consapevolezza dell'imputato del trasporto della sostanza nella propria auto, valorizzando il nascondiglio particolarmente articolato, l'inverosimiglianza della versione difensiva, la distanza del viaggio, il quantitativo non minimale di droga e l'assenza di elementi sulla dipendenza o sull'uso frequente di stupefacenti.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

    Norma incriminatrice posta a base della condanna di merito per il fatto di detenzione/trasporto di stupefacente destinato alla cessione a terzi.

  • art. 616 c.p.p.

    Base della condanna alle spese processuali e alla somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso, con riferimento alla colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono ammissibili censure che si risolvano nella mera riproposizione di doglianze già esaminate e disattese dal giudice di merito, quando il ricorso non contenga una specifica critica alla motivazione impugnata.
  • Il travisamento della prova non può essere dedotto in modo generico o come richiesta di rivalutazione alternativa del compendio probatorio; occorre individuare specifici errori percettivi o processuali nelle emergenze valorizzate dai giudici di merito.
  • La motivazione che inferisce la destinazione a cessione di sostanza stupefacente può essere ritenuta congrua quando valorizzi elementi oggettivi come modalità di occultamento, quantità non minimale della droga, distanza del viaggio e inverosimiglianza della versione difensiva.
  • La conoscenza del trasporto illecito può essere desunta da indici fattuali convergenti, purché la motivazione dia conto in modo puntuale delle ragioni logiche del giudizio di responsabilità.
  • L'inammissibilità del ricorso per cassazione comporta, in presenza di profili di colpa, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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