Cassazione Penale, Sentenza n. 20728/2024 del 24/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Firenze che aveva dichiarato estinto per prescrizione il reato di bancarotta preferenziale e confermato la responsabilità per bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale e reati tributari, rideterminando la pena. Il ricorrente deduce omissione nell'assunzione di una prova decisiva: sostiene di aver agito sotto costrizione di Vincenzo Petrizzo (appartenente alla criminalità organizzata) e produce la sentenza del Tribunale di Bologna, che lo aveva assolto per fatti riferiti ad altra società, e le dichiarazioni di una funzionaria di Cariparma Credit Agricole sulla possibilità di gestione da remoto del conto corrente societario, ritenendo tali elementi idonei a scagionarlo o ad incidere sulla responsabilità.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il motivo fosse incoerente e generico: il ricorrente non ha indicato quale prova decisiva sarebbe stata omessa né ha fornito adeguata correlazione fra le deduzioni e la decisione impugnata. La sentenza del Tribunale di Bologna è stata ritenuta irrilevante perché concernente fatti riferiti ad altra società; le dichiarazioni del funzionario bancario sono irrilevanti poiché attestano solo la possibilità di gestione da remoto e non la riferibilità soggettiva di tale gestione. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Codice penale (bancarotta preferenziale e bancarotta fraudolenta)
Il capo relativo alla bancarotta preferenziale è stato dichiarato estinto per prescrizione; la Corte ha comunque confermato la responsabilità per bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale, distinguendo le diverse fattispecie e applicandone le conseguenze penali.
Norme processuali sulla ammissibilità del ricorso in Cassazione
La Corte ricorda il rigore formale richiesto per le impugnazioni: il motivo di ricorso deve indicare con precisione la prova 'decisiva' indicata come omessa e deve esporre le ragioni di diritto e i dati di fatto che collegano la prova alla decisione impugnata; la mancata indicazione rende il ricorso inammissibile.
Massime di principio
- Per ottenere l'ammissibilità di un ricorso in Cassazione fondato su 'omessa assunzione di una prova decisiva' è necessario indicare chiaramente quale sia la prova richiesta, perché sia decisiva e come la sua omissione abbia inciso sulla decisione impugnata; deduzioni generiche sono inammissibili.
- Sentenze penali relative a fatti concernenti altre società o contesti diversi possono essere irrilevanti se non viene dimostrato il nesso diretto fra quegli accertamenti e la responsabilità dell'imputato nel procedimento impugnato.
- Dichiarazioni di funzionari o attestazioni tecniche che provano solo la possibilità tecnica (es. gestione remota di un conto) non sono sufficienti a provare la riferibilità soggettiva di operazioni bancarie; è necessario collegare quelle dichiarazioni a elementi probatori che dimostrino chi concretamente ha operato.
- La prescrizione estingue il reato e comporta il non doversi procedere; ciò non impedisce che per altri capi di imputazione non prescritti resti la condanna.
- Quando si invoca l'influenza di terzi (es. intimidazione o costrizione da parte della criminalità organizzata) occorre fornire elementi probatori specifici e contestualmente collegarli ai fatti addebitati per poter incidere sull'impianto probatorio e sulla decisione di merito.
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