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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24995/2022 del 30/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 24/03/2021 che aveva rigettato la richiesta di esecuzione dell'affidamento in prova al servizio sociale in Belgio (Stato di residenza e lavoro del ricorrente) e aveva ammesso il ricorrente alla detenzione domiciliare. Il ricorrente ha articolato due motivi: 1) vizio processuale per mancato differimento dell'udienza del 27/01/2021 e quindi presunta lesione delle prerogative difensive; 2) vizio di motivazione e violazione di legge per presunta omessa indicazione delle ragioni che escludono l'affidamento in prova in Italia e per contraddittorietà nel valutare positivamente la condotta post delicta (trasferimento e attività imprenditoriale all'estero) a fronte del rigetto dell'affidamento in prova.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul piano processuale ha ritenuto infondata la censura sul differimento: l'udienza del 27/01/2021 si era limitata a un rinvio e il difensore ha partecipato regolarmente all'udienza decisoria del 24/03/2021 tramite collegamento a distanza, per cui non si è realizzato alcun vulnus difensivo. Sulla questione sostanziale ha richiamato i principi di legge relativi all'affidamento in prova (art. 47 l. 354/1975), confermando la discrezionalità del giudice di merito nel valutare la prognosi di emenda e la necessità che le motivazioni siano logicamente adeguate. Ha ritenuto corretta la motivazione del Tribunale di sorveglianza secondo cui: a) l'esecuzione dell'affidamento in Belgio sarebbe in pratica inattuabile per l'impossibilità di verificare dall'Italia condizioni essenziali (comportamento post delicta, regolarità e solidità dell'attività lavorativa, idoneità dell'alloggio, frequentazioni ecc.); b) l'affidamento in prova in Italia non è idoneo nella misura maggiore invocata dall'interessato in ragione della gravità dei reati, di segnalazioni collegate all'uso di alias, dell'insufficienza di informazioni riguardo al comportamento post-delictum sul territorio nazionale e dell'indisponibilità di stabile attività lavorativa in Italia. In compenso il Tribunale aveva ammesso la detenzione domiciliare ritenendola misura alternativa più contenitiva e adeguata, in ragione dell'epoca remota dei fatti, dell'assenza di carichi pendenti, dell'atteggiamento collaborativo e della disponibilità di risorse abitative/familiari. In conseguenza della declaratoria di inammissibilità la Corte ha imposto le spese e il versamento alla cassa delle ammende di Euro 3.000,00 ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • legge 26 luglio 1975, n. 354, art. 47

    art. 47, commi 2 e 3, legge 26 luglio 1975, n. 354

    L'affidamento in prova al servizio sociale è una misura alternativa finalizzata alla rieducazione; l'ammissione richiede una prognosi positiva basata sull'osservazione della personalità e sulla condotta successiva al reato. Il giudice deve valutare natura e gravità del reato ma anche la condotta post delicta; l'emenda deve essere significativamente avviata; in mancanza può essere comunque disposta la detenzione domiciliare se il pericolo di commissione di nuovi reati è escluso.

  • codice di procedura penale, art. 616

    In caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso per cassazione si applicano le norme sulle spese e può essere disposto il versamento di una somma a favore della cassa delle ammende; la Corte ha equitativamente fissato tale somma in Euro 3.000,00.

  • Corte costituzionale, sentenza 13 giugno 2000, n. 186

    sentenza 13 giugno 2000, n. 186

    Principio interpretato dalla Corte di cassazione per escludere l'aggravamento sanzionatorio verso chi ha proposto ricorso senza colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; in pratica, la declaratoria di inammissibilità non presuppone sempre dolo o colpa grave del ricorrente.

Massime di principio

  • La richiesta di esecuzione di una misura alternativa (affidamento in prova) in uno Stato estero può essere respinta se, nella pratica, le autorità italiane non possono verificare adeguatamente le condizioni necessarie per l'esecuzione e il controllo della misura (comportamento post delictum, regolarità lavorativa, idoneità dell'abitazione, frequentazioni ecc.).
  • Il Tribunale di sorveglianza ha ampia discrezionalità nella valutazione della prognosi di emenda; le scelte del giudice di merito sono sindacabili in cassazione solo per manifesta illogicità, contraddittorietà o insufficienza della motivazione.
  • La condotta successiva al fatto è elemento centrale ai fini dell'ammissione all'affidamento in prova: l'emenda deve risultare avviata in modo significativo, benché non sia richiesto il ravvedimento pieno previsto per la liberazione condizionale.
  • Se la prognosi di emenda non è ritenuta sufficientemente positiva, il giudice può comunque optare per misure alternative più 'contenitive' (es. detenzione domiciliare) purché il pericolo di commissione di nuovi reati sia ritenuto scongiurato.
  • Le eccezioni procedurali relative alla partecipazione del difensore richiedono prova concreta del vulnus: la partecipazione a distanza del difensore può evitare il vizio, e un rinvio documentato dell'udienza non costituisce automaticamente lesione delle garanzie difensive.
  • La proposizione di ricorso in cassazione può comportare oneri economici (spese e somme alla cassa delle ammende) se il ricorso è dichiarato inammissibile; la Corte valuta anche l'assenza di colpa del ricorrente nel proporre l'impugnazione.

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