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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19321/2023 del 08/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Maria Cantoni impugnava la sentenza della Corte d'appello di Milano che, riformando l'assoluzione del GUP, l'aveva condannata per il reato di indebita compensazione (art. 10-quater d.lgs. n. 74/2000) per avere utilizzato crediti inesistenti in compensazione F24 per l'anno 2017 per €384.956,41. Il ricorso articolava otto motivi tra cui: incompetenza per territorio (contestazione della competenza di Sondrio rispetto a Roma o Viterbo), errata individuazione del momento e luogo di consumazione del reato (rilevando che il momento consumativo è la presentazione dell'ultimo modello F24), applicazione della risoluzione Agenzia Entrate n.140/2017 e dell'esimente per ignoranza inevitabile, vizi di motivazione relativi al dolo e alla valutazione probatoria, illegittimità della quantificazione della pena e della confisca.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibili i primi tre motivi (relativi alla competenza territoriale) perché la questione era preclusa dalla richiesta del rito abbreviato (art. 438 comma 6-bis/6-ter c.p.p.). Tuttavia, nel merito processuale ha accolto il ricorso perché ha dichiarato inammissibile l'appello proposto dal Procuratore della Repubblica (che aveva condotto alla riforma e alla condanna in appello) per difetto del requisito di specificità ex art. 581 c.p.p.: l'appello del PM, secondo la Cassazione, non si era confrontato con la ricostruzione di fatto e con la motivazione del GUP, aveva indicato elementi fattuali e probatori inesistenti o non specificati (p.es. presunti contratti di acquisto crediti e compensazioni attribuite alla Snow Powder) e aveva confuso istituti rilevanti. Per tale motivo la sentenza di appello è stata annullata senza rinvio e la pronuncia di primo grado (assoluzione per non aver consapevolezza del carattere illecito) è stata resa irrevocabile.

Norme richiamate

  • art. 10-quater d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    disciplinante il delitto di indebita compensazione

    La Corte ribadisce che il reato si consuma al momento della presentazione dell'ultimo modello F24 relativo all'anno interessato, perché con l'utilizzo dell'F24 si perfeziona la condotta decettiva e il mancato versamento.

  • art. 17 d.lgs. 9 luglio 1997, n. 241

    criteri di compensazione tributaria tramite modello F24

    Richiamato per spiegare il meccanismo tecnico della compensazione via F24 che costituisce l'atto materiale del reato di cui all'art. 10-quater.

  • art. 18 d.lgs. n. 74 del 2000

    criteri di competenza territoriale per reati tributari

    Richiamato nelle doglianze sulla competenza territoriale; la Corte ha però ritenuto la questione preclusa dall'instaurazione del rito abbreviato.

  • art. 15 d.lgs. n. 74 del 2000

    esimente per ignoranza inevitabile

    Invocata dalla difesa in relazione all'incertezza interpretativa anteriore alla Risoluzione n.140/2017; la Corte ha preso atto dell'eccezione ma la decisione finale è stata determinata dall'inammissibilità dell'appello del PM.

  • art. 438 comma 6-bis e 6-ter c.p.p.

    preclusione di questioni sulla competenza per territorio in caso di richiesta del giudizio abbreviato

    La Corte ha ritenuto preclusa la questione di incompetenza territoriale sollevata in appello perché la ricorrente aveva richiesto il rito abbreviato in udienza preliminare, rendendo inammissibile riproporre la questione.

  • art. 581 c.p.p.

    requisiti di specificità dell'impugnazione in appello

    La Corte ha applicato la norma per dichiarare inammissibile l'appello del PM perché mancava la specificità estrinseca e l'indicazione di prove/elementi concreti a sostegno della doglianza; l'appello si era confrontato solo parzialmente e con elementi non documentati.

  • art. 21 comma 2 c.p.p.

    facoltà del giudice di rilevare d'ufficio la propria incompetenza in udienza preliminare

    Richiamato come principio limitativo della possibilità di rilevare incompetenza dopo l'udienza preliminare, coerente con la logica di preclusione del rito abbreviato.

Massime di principio

  • La questione di incompetenza territoriale è preclusa se, dopo averla eccepita, la parte richiede il rito abbreviato nell'udienza preliminare: non è possibile riproporla in fase successiva salvo che non sia stata tempestivamente e correttamente riproposta come previsto dalla legge.
  • Il reato di indebita compensazione (art. 10-quater) si consuma al momento di presentazione dell'ultimo modello F24 relativo all'anno interessato; perciò la determinazione del luogo e del tempo di consumazione segue dove e quando è stato presentato quel modello.
  • Un'appello del Pubblico Ministero deve rispettare i requisiti di specificità previsti dall'art. 581 c.p.p.: deve indicare chiaramente i capi impugnati, le prove contestate e gli elementi di fatto e diritto che sorreggono la doglianza; l'assenza di tali requisiti può determinare l'inammissibilità dell'impugnazione anche in Cassazione.
  • La pubblicazione di atti amministrativi interpretativi (es. risoluzioni dell'Agenzia delle Entrate) può influire sulla valutazione della consapevolezza/dolo, ma la rilevanza di tali fonti deve essere dedotta con chiarezza e collegata temporalmente alla condotta contestata.
  • La confisca del profitto e la determinazione della pena richiedono una motivazione puntuale e una chiara prova del vantaggio effettivamente conseguito dall'imputato; la fondatezza di pretese di doppio vantaggio va verificata sulla base della concreta esecuzione dei provvedimenti civili e della reale possibilità di recupero delle somme.

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