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Ordinanza

Ordinanza n. 426/2026 - Firenze, Sezione 2

Giustizia amministrativa202601148

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza sindacale contingibile e urgente relativa a un cantiere in stato di abbandono, con prescrizioni

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato l'ordinanza contingibile e urgente adottata dal Sindaco del Comune di Arezzo nei confronti del cantiere in stato di abbandono, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Dal testo dell'ordinanza non sono specificati i singoli motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. In sede cautelare sono stati considerati l'avviso di possibile attivazione dell'art. 650 c.p., ritenuto privo di autonoma efficacia, e gli interessi della società controinteressata, connessi all'esigenza di documentare lo stato dei luoghi nell'ambito di un processo civile pendente.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo che le questioni giuridiche e fattuali richiedano l'approfondimento proprio della fase di merito e che, nel bilanciamento degli interessi, prevalga l'interesse del Comune alla tutela della salute pubblica, anche in ragione della prossimità di istituti scolastici. Sono stati ritenuti recessivi sia gli interessi della ricorrente collegati all'avviso di attivazione dell'art. 650 c.p., avviso privo di autonoma efficacia perché la norma produce effetti ope legis e prescinde da intimazioni preventive, sia gli interessi della controinteressata relativi alle esigenze istruttorie del processo civile. Quanto a queste ultime, il giudice ha osservato che la società avrebbe potuto predisporre documentazione tecnica sullo stato dei luoghi prima del tombamento o utilizzare strumenti processuali alternativi, quale l'accertamento tecnico preventivo. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare; il TAR ha escluso la sussistenza delle condizioni per sospendere l'efficacia dell'ordinanza.

  • art. 650 c.p.

    L'avviso contenuto nell'ordinanza è stato ritenuto privo di autonoma efficacia, poiché la norma produce effetti ope legis e non richiede intimazioni preventive.

Massime di principio

  • In sede cautelare, quando le questioni giuridiche e fattuali richiedono un approfondimento proprio della fase di merito, tale esigenza può concorrere al rigetto della domanda di sospensione, ove non emergano elementi sufficienti per accordare immediata tutela interinale.
  • Nel bilanciamento cautelare, l'interesse pubblico alla tutela della salute, soprattutto quando sussista una prossimità a istituti scolastici, può prevalere sugli interessi patrimoniali o processuali dei privati coinvolti.
  • Un avviso amministrativo relativo all'applicazione dell'art. 650 c.p. non ha autonoma efficacia sanzionatoria o costitutiva, poiché gli effetti della norma penale operano ope legis e non dipendono da una preventiva intimazione amministrativa.
  • Le esigenze probatorie di una parte in un processo civile non possono essere riversate sull'amministrazione e sulla collettività quando la parte avrebbe potuto predisporre tempestivamente documentazione tecnica o utilizzare strumenti processuali alternativi, come l'accertamento tecnico preventivo.

Come è indicizzato

MaterieOrdinanze contingibili e urgentiEfficacia ed esecuzione del provvedimento
RamiEnti locali e organizzazione amministrativaProcedimento amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaEfficacia ed esecutorietà

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