Sentenza n. 7444/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Preteso diniego tacito della Soprintendenza sulla richiesta comunale di parere di compatibilità paesaggistica relativa al condono di una cantinola seminterrata e di due locali accessori, realizzati senza titolo e comportanti aumento di superficie o volume
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La proprietaria aveva chiesto il condono, ai sensi della l. 47/1985, di opere risalenti a una pratica del 30 giugno 1987; il Comune ne aveva avviato l’istruttoria nel 2023 e, dopo la richiesta di autorizzazione paesaggistica dell’11 dicembre 2023, aveva trasmesso alla Soprintendenza la richiesta di parere, acquisita il 28 marzo 2024. La Soprintendenza aveva chiesto integrazioni il 14 ottobre 2024, senza adottare il parere finale. La ricorrente aveva impugnato quello che riteneva un diniego formatosi per silenzio, deducendo difetto di motivazione ed eccesso di potere sotto diversi profili e prospettando l’illegittimità costituzionale dell’art. 32 l. 47/1985. In appello ha contestato la sentenza del TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, Sez. I, n. 838 del 9 maggio 2025, sostenendo che il decorso del termine di 180 giorni producesse un silenzio-rigetto, ossia un provvedimento negativo tacito impugnabile, e ha riproposto le censure non esaminate in primo grado.
La decisione
L’appello è respinto e la sentenza del TAR è confermata. Il Consiglio di Stato esclude che il decorso dei 180 giorni previsto dall’art. 32 l. 47/1985 formi un provvedimento tacito di diniego del parere: nell’attuale formulazione, il «silenzio-rifiuto» designa l’inadempimento della Soprintendenza al dovere di provvedere e consente all’interessato di esperire l’azione contro il silenzio ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. Il termine non consuma il potere della Soprintendenza, che può rendere il parere anche tardivamente; il Comune può fondare il diniego di condono anche sull’adesione a un parere tardivo. Di conseguenza, le censure rivolte contro un asserito provvedimento negativo tacito e la questione di costituzionalità basata su tale premessa non incidono sulla decisione. Spese del grado compensate; il contributo unificato dell’appello resta a carico dell’appellante.
Norme richiamate
art. 32 l. 47/1985
l’espressione silenzio-rifiuto, nell’art. 32 citato che ha conosciuto, nel corso del tempo, una travagliata formulazione ad opera di successivi interventi del legislatore, indica – e sanziona – ad oggi, nell’attuale versione, l’inadempimento rispetto al dovere di provvedere, da parte della Soprintendenza, entro il predetto termine
Il silenzio-rifiuto previsto dall’art. 32, nella formulazione vigente, sanziona l’inadempimento dell’obbligo di provvedere entro 180 giorni, ma non equivale a un provvedimento tacito negativo né determina la consumazione del potere.
artt. 31 e 117 c.p.a.
l’espressione silenzio-rifiuto, nell’art. 32 citato che ha conosciuto, nel corso del tempo, una travagliata formulazione ad opera di successivi interventi del legislatore, indica – e sanziona – ad oggi, nell’attuale versione, l’inadempimento rispetto al dovere di provvedere, da parte della Soprintendenza, entro il predetto termine, legittimando la parte interessata, scaduto tale termine, ad esperire il giudizio di cui agli artt. 31 e 117 c.p.a.
Scaduto il termine senza il parere della Soprintendenza, l’interessato può agire contro il silenzio per ottenere una pronuncia sull’obbligo di provvedere, anziché impugnare un diniego tacito.
Massime di principio
- Nella formulazione vigente dell’art. 32 l. 47/1985, il decorso del termine di 180 giorni per il parere paesaggistico della Soprintendenza non forma un provvedimento tacito di diniego: il silenzio-rifiuto configura l’inadempimento dell’obbligo di provvedere e abilita l’interessato a proporre l’azione contro il silenzio ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a.
- La scadenza del termine di 180 giorni non consuma il potere della Soprintendenza: il parere può essere adottato anche tardivamente e l’autorità comunale può legittimamente fondare il diniego di condono sull’adesione a tale parere.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giustizia amministrativa
- Sentenza · 9 ott 2026Sentenza n. 2678/2026 - Catania, Sezione 4
- Sentenza · 9 ott 2026Sentenza n. 2679/2026 - Catania, Sezione 4
- Sentenza · 9 ott 2026Sentenza n. 4516/2026 - Milano, Sezione 2
- Sentenza · 9 ott 2026Sentenza n. 5656/2026 - Napoli, Sezione 7
- Sentenza · 9 ott 2026Sentenza n. 1933/2026 - Venezia, Sezione 4
- Sentenza · 9 ott 2026Sentenza n. 1938/2026 - Venezia, Sezione 4
Cerchi altro? Cerca gratis in Giustizia amministrativa →