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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32976/2024 del 22/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ferraro ha impugnato in Cassazione l'ordinanza del Tribunale del riesame (13/02/2024) che aveva confermato l'ordinanza del GIP (18/01/2024) disponendo la custodia cautelare in carcere per il reato di cui all'art. 74 d.p.r. 9 ottobre 1990 n. 309 (associazione finalizzata al traffico di stupefacenti). Il riesame aveva ritenuto sussistente un quadro di gravità indiziaria sulla base di captazioni telefoniche e ambientali, dichiarazioni di collaboratori, perquisizioni/sequestri e servizi investigativi, e aveva attribuito alla Ferraro, coniuge di Riccelli Marco, il compito di detenere sostanza, contattare acquirenti e reclutare altri spacciatori. In Cassazione la difesa deduceva violazione di legge (art. 606 lett. b) c.p.p.) e carenza/mancanza di motivazione (art. 606 lett. e) c.p.p.), sostenendo che il compendio probatorio si riduceva a due telefonate che non dimostravano un concreto apporto della Ferraro all'associazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Il collegio ha ritenuto che il gravame fosse infondato perché il controllo di legittimità non può sostituirsi alla valutazione di merito sugli elementi fattuali e sul peso degli indizi, ma è limitato a verificare la congruenza e la logica della motivazione. La motivazione del Tribunale del riesame è stata considerata adeguata e coerente: dalle conversazioni intercettate e dalla relazione personale con Riccelli si desumeva un ruolo attivo della Ferraro nell'organizzazione (procacciamento clienti e reclutamento), compatibile con la partecipazione all'associazione di tipo anche non complesso. Ricorso rigettato e ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 74 d.p.r. 9 ottobre 1990 n. 309

    Norma contestata per il reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; la Corte ha ritenuto che gli indizi emersi (intercettazioni, attività investigative, dichiarazioni) potessero sostenere la sussistenza di gravi indizi relativi a tale fattispecie.

  • art. 606 lett. b) cod. proc. pen.

    Doglianza relativa alla presunta violazione della legge penale nella valutazione dei gravi indizi: la Corte ha escluso la violazione, ritenendo che non spettasse alla legittimità rivedere la valutazione di merito sugli elementi probatori purché la motivazione sia logicamente congrua.

  • art. 606 lett. e) cod. proc. pen.

    Doglianza per mancata o insufficiente motivazione: la Corte ha ritenuto che la motivazione del Tribunale del riesame fosse adeguata, coerente e priva di errori logici, idonea a collegare gli indizi al giudizio di probabilità di responsabilità.

Massime di principio

  • In Cassazione contro provvedimenti cautelari il controllo è limitato alla verifica di violazioni di legge o di manifesta illogicità della motivazione; non è consentita la riconsiderazione dei fatti o una rivalutazione del peso degli indizi.
  • Intercettazioni telefoniche anche isolate possono concorrere a formare il quadro indiziario se, in connessione con altri elementi (ruolo personale, perquisizioni, dichiarazioni), consentono un ragionevole nesso logico con la partecipazione all'associazione.
  • La partecipazione a un'associazione per traffico di stupefacenti non richiede necessariamente una struttura complessa o una manifestazione esplicita di intenti: è sufficiente una struttura anche esile di reciproco affidamento e comportamenti di collaborazione (procacciamento, custodia, ricerca di clienti).
  • Per contestare con efficacia un provvedimento cautelare davanti alla Cassazione è strategico dimostrare errori di diritto o di logica nella motivazione del giudice di merito, piuttosto che invocare una diversa valutazione dei fatti.
  • Quando la difesa sostiene che le intercettazioni hanno una spiegazione alternativa, deve evidenziare lacune logiche nell'atto motivazionale del giudice (ad es. assenza del passaggio che colleghi la condotta effettiva alle parole intercettate) per poter sperare in accoglimento in sede di legittimità.
  • La prognosi di pericolosità/recidiva può essere ritenuta adeguata se fondata su elementi concreti e motivati; contestarla richiede argomentazioni specifiche che mettano in crisi il legame logico tra fatti emersi e rischio concreto.

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