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Sentenza

Sentenza n. 372/2026 - Latina, Sezione 1

per l'annullamento, previa sospensiva: - dell'ordinanza di demolizione n. 7809 datata 27/04/2017 del Comune di Sperlonga, Area IV - Gestione del Territorio (notificata a mezzo posta il 08/05/2017), con la quale, facendo riferimento alla nota della Capitaneria di Porto di Gaeta n. 2306 datata 03/02/2015, è stata ingiunta la demolizione di presunte opere abusive realizzate in Sperlonga, località Salette; - della nota della Capitaneria di Porto di Gaeta n. 2306 datata 03/02/2015 (atto non conosciuto né esteso ai ricorrenti); - di ogni altro atto, antecedente o consequenziale, conosciuto e non, comunque connesso.

Giustizia amministrativa201700558

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza comunale di demolizione di recinzioni, camminamenti in tufo, gazebo, piattaforme in legno e chiosco prefabbricato, nonché nota della Capitaneria di Porto relativa alla presunta occupazione abusiva del demanio marittimo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune e amministrazioni statali)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno contestato l'ordinanza di demolizione deducendo: l'assenza di elementi idonei a dimostrare la natura demaniale marittima dell'area; l'illegittimo e acritico recepimento della nota della Capitaneria di Porto, senza autonoma istruttoria comunale; l'inidoneità del verbale di delimitazione del 1930 a comprovare la demanialità; la risalenza nel tempo di recinzioni, camminamenti, piattaforme e gazebo, con conseguente necessità di una motivazione sull'interesse pubblico concreto e di una comparazione con l'affidamento privato; l'asserita irrilevanza edilizia delle opere; la mancata ricezione della comunicazione di avvio del procedimento. I ricorrenti hanno inoltre sostenuto che l'ordinanza fosse viziata per difetto di motivazione e di istruttoria.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto irrilevanti le contestazioni sulla natura demaniale dell'area, poiché il Comune non aveva esercitato poteri di sgombero del demanio marittimo ai sensi del Codice della navigazione, ma esclusivamente il potere repressivo degli abusi edilizi, che prescinde dalla natura demaniale del terreno. Ha escluso il difetto di motivazione e di istruttoria, rilevando che l'ordinanza qualificava puntualmente gli interventi abusivi, indicava i titoli edilizi mancanti e i vincoli gravanti sull'area, richiamando e trascrivendo il contenuto essenziale dell'accertamento della Capitaneria. Ha affermato che, trattandosi di opere realizzate senza titolo in area prossima al mare, sottoposta a vincolo paesaggistico e a inedificabilità assoluta, l'ordine di demolizione costituiva attività vincolata, senza margini di discrezionalità. In applicazione dei principi dell'Adunanza plenaria, ha escluso la necessità di una motivazione rafforzata sull'interesse pubblico, di una comparazione con gli interessi privati e di una tutela dell'affidamento derivante dal mero decorso del tempo, anche quando l'abuso sia risalente o il proprietario attuale non ne sia l'autore. Ha respinto anche la censura relativa alla mancata comunicazione di avvio del procedimento, ritenendo tale adempimento non necessario per l'adozione dell'ordinanza di demolizione, in ragione della natura vincolata del potere repressivo e dell'art. 21-octies della legge n. 241/1990. Le spese sono state compensate per la risalenza del contenzioso e la peculiarità delle questioni.

Norme richiamate

  • art. 35 d.P.R. 380/2001

    Richiamato nell'ordinanza impugnata quale disposizione posta a fondamento della repressione delle opere abusive.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    Richiamato nell'ordinanza impugnata in relazione alla disciplina degli interventi edilizi privi di titolo.

  • art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001

    Richiamato con riferimento al perimetro dell'area di sedime nell'ambito degli effetti dell'ordine demolitorio e acquisitivo.

  • art. 21-octies l. 241/1990

    La mancata comunicazione di avvio non determina l'annullamento dell'ordinanza di demolizione, trattandosi di esercizio vincolato del potere repressivo edilizio.

  • art. 54 Codice della navigazione

    Distinto dal potere esercitato nel caso concreto: la Capitaneria avrebbe potuto utilizzarlo per la rimozione di opere abusive sul demanio marittimo, mentre il Comune ha adottato l'ordinanza ai sensi del d.P.R. 380/2001.

Massime di principio

  • L'ordinanza comunale di demolizione adottata per reprimere un abuso edilizio ai sensi del d.P.R. 380/2001 prescinde dall'accertamento della natura demaniale dell'area, quando il Comune non eserciti il distinto potere di sgombero o rimozione delle opere previsto dal Codice della navigazione.
  • L'ordine di demolizione di opere abusive prive di titolo, in quanto espressione di attività vincolata e rigidamente ancorata alla sussistenza dell'abuso, non richiede una motivazione specifica sulle ragioni di interesse pubblico ulteriori rispetto al ripristino della legalità violata, né una comparazione con gli interessi privati.
  • Il mero decorso del tempo dalla realizzazione dell'abuso edilizio non determina il consolidamento di un affidamento tutelabile alla conservazione dell'opera abusiva e non impone una motivazione rafforzata dell'ordine di demolizione, anche se l'attuale titolare non è l'autore dell'abuso.
  • Nell'adozione di un'ordinanza di demolizione, la comunicazione di avvio del procedimento non è necessaria quando il potere repressivo è esercitato in modo vincolato e l'amministrazione abbia accertato la realizzazione di opere prive del necessario titolo edilizio.
  • L'ordinanza di demolizione è sufficientemente motivata quando identifica le opere abusive, indica i titoli abilitativi mancanti e i vincoli gravanti sull'area, anche mediante il richiamo espresso e la trascrizione del contenuto essenziale dell'atto di accertamento richiamato.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaLegittimo affidamentoPartecipazione procedimentale

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