Cassazione Penale, Sentenza n. 32355/2023 del 26/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza della Corte di Appello di Palermo che aveva dichiarato l'inammissibilità per tardività dell'appello contro la condanna pronunciata dal Tribunale di Palermo per il reato previsto dall'art.95 d.P.R. 30 maggio 2002 n.115. La Corte di Appello aveva ritenuto come termine di proposizione il giorno in cui l'impugnazione era pervenuta alla cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento (6 aprile 2022) e aveva quindi dichiarato l'appello tardivo rispetto al termine di 15 giorni decorrente dalla pronuncia (scadenza 31 marzo 2022). Il ricorrente ha contestato tale valutazione sostenendo che l'atto di impugnazione era stato tempestivamente depositato presso la cancelleria del Tribunale di Padova in data 28 marzo 2022 ai sensi dell'art.582 comma 2 cod.proc.pen., data risultante dall'annotazione di cancelleria e dalla richiesta di trasmissione dell'impugnazione.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha rilevato che, ai sensi dell'art.582 comma 2 cod.proc.pen. e del principio del favor impugnationis, il deposito dell'impugnazione presso la cancelleria del giudice del luogo in cui si trova l'impugnante o il suo difensore (Tribunale di Padova) il 28 marzo 2022 deve essere considerato idoneo a determinare la tempestività dell'appello. È irrilevante il tempo intercorso tra il deposito presso quella cancelleria e l'arrivo dell'atto presso la cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento. Pertanto la sentenza impugnata è stata annullata e gli atti sono stati trasmessi alla Corte di Appello di Palermo per nuovo giudizio.
Norme richiamate
art.95 d.P.R. 30 maggio 2002 n.115
Norma sostanziale che individua il reato per cui il ricorrente era stato condannato; funzione descrittiva del fatto-reato oggetto del procedimento
art.544 comma 1 cod.proc.pen.
Rilevata nella parte relativa alla motivazione contestuale della decisione: la sentenza adottata con motivazione contestuale attiva il termine breve (15 giorni) per proporre l'appello
art.582 comma 2 cod.proc.pen.
Stabilisce che, quando il provvedimento è stato emesso da un ufficio diverso, l'impugnazione può essere depositata presso la cancelleria del giudice del luogo dove si trova l'impugnante o il suo difensore; tale deposito vale ai fini della tempestività dell'impugnazione (espressione del principio del favor impugnationis)
Giurisprudenza della Cassazione (segnalata)
Sez.2, n.54277 del 25/11/2016 (Regui, Rv.268589); Sez.1, n.45324 del 10/09/2019 (Sili, Rv.277150)
Precedenti che confermano il principio per cui è irrilevante il periodo intercorso tra il deposito presso la cancelleria indicata dall'art.582 comma 2 e l'arrivo dell'atto alla cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento; si conferma l'orientamento favorevole alla ammissibilità delle impugnazioni correttamente depositate
Massime di principio
- Il deposito dell'impugnazione presso la cancelleria del giudice del luogo in cui si trova l'impugnante o il suo difensore (art.582, comma 2 c.p.p.) fa decorrere il termine di impugnazione: quella data va considerata ai fini della tempestività.
- Il tempo intercorso tra il deposito in altra cancelleria e la ricezione dell'atto da parte della cancelleria che ha emesso il provvedimento è irrilevante per valutare la tempestività dell'impugnazione.
- In caso di decisione adottata con motivazione contestuale si applica il termine breve (15 giorni) e occorre verificare la data di deposito effettivo ai sensi dell'art.582 c.2, non la data di ricezione da parte del giudice emittente.
- Il principio del 'favor impugnationis' impone alle corti di verificare con attenzione le formalità di deposito e le attestazioni di datazione nelle cancellerie e di darne interpretazione favorevole all'impugnante quando la normativa lo consente.
- Per evitare contestazioni, chi propone impugnazione tramite altra cancelleria deve conservare e allegare le prove del deposito (annotazione di cancelleria sulla copia dell'atto, richiesta di trasmissione, ricevute) e farsi annotare la data sull'atto.
- Se un giudice d'appello dichiara inammissibile per tardività senza considerare l'art.582 c.2 o la documentazione di deposito, la sentenza può essere annullata dalla Cassazione e il processo rimesso al giudice di merito per la decisione sul merito.
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